PROFILO

29/10/2010 - 21:16

La Rivoluzione Silenziosa (parliamo di Statuto prima che sia troppo tardi)

Vogliamo parlare un po’ dello Statuto FIV? E’ la “Costituzione” della nostra casa federale, la carta fondante, quella con le regole-chiave della democrazia interna, della rappresentatività delle sue componenti, del funzionamento degli Organi e, di conseguenza, dell’efficacia e dei risultati derivanti dalla sua attività. Perché parlarne? Perché la Nuova FIV si è messa in testa di cambiarla radicalmente, dando vita a una clamorosa rivoluzione. Come in tutte le rivoluzioni, ci sono pro e contro, elementi di progresso e pericolosi ritorni a un passato remoto. Perciò – davanti alla prospettiva della riforma statutaria federale più estrema dal 1975, la prassi più corretta sarebbe quella di INFORMARE, COMUNICARE, DIFFONDERE tra tutti gli affiliati e i tesserati le proposte, le motivazioni e l’iter della riforma, CONFRONTARSI e INTERAGIRE con loro e arrivare finalmente all’assemblea con una effettiva condivisione del progetto.
 
Invece la rivoluzione dello Statuto sta avanzando invisibile, silenziosa. Ecco perché ne parliamo noi.
 
Non è cosa facile, non è cosa da tutti i giorni, considerare le norme dello Statuto di una Federazione Sportiva Nazionale. Tanti articoli, tante regole, frasi spesso difficili da comprendere e ancor più da interpretare. E temi che finiscono per interessare poche persone. Ma questa volta, mettetevi l’anima in pace, dovremo tutti approfondire ciò che sta accadendo intorno allo Statuto della Federazione Italiana Vela.
 
Primo: perché una Commissione FIV sta varando una riforma profonda dello Statuto, di portata rivoluzionaria.
 
Secondo: perché questa riforma dovrà essere approvata dall’Assemblea delle Società affiliate (i Circoli), che si riunirà entro il 30 marzo del 2011.
 
Terzo: perché le ipotesi e i principi della riforma statutaria che circolano (col contagocce) hanno la potenza di una bomba di molti megatoni, in grado di cambiare radicalmente la gestione, l’organizzazione e la vita stessa dell’Ente che presiede al nostro sport, dal sistema elettorale (e quindi di rappresentanza nazionale delle realtà periferiche), al sistema di governo (i vari organi federali), alla periferia (le attuali Zone o le Regioni o quello che sarà, come vedremo), ai contorni della figura del dirigente sportivo (età, durata degli incarichi, poteri). Insomma: la paventata e assai probabile riforma dello Statuto della Federvela dal 2011 riguarda, davvero, tutti noi. Nessuno escluso.
 
L’antefatto
L’attuale Statuto FIV risale – a parte alcune modifiche e aggiornamenti minori – al 1975, anno in cui l’Assemblea dei Circoli affiliati riunita a Milano voltò decisamente pagina, introducendo i principi che tuttora reggono l’Ente con una modernizzazione e democratizzazione profonda. Il presidente federale all’epoca si chiamava Beppe Croce (che lo fu dal 1957 al 1980). Prima di allora, i presidenti di Zona erano nominati dai consiglieri federali, i quali erano pochi e non rappresentavano le rispettive Zone di provenienza, tutto era centralizzato. Non occorre ricordare che da quella riforma statutaria e organizzativa è nata la Federvela moderna: la sua organizzazione decentrata in tutto il paese, la rappresentanza dei Circoli nelle Zone e delle Zone nel Consiglio nazionale, attraverso criteri di elezione che coinvolgono tutti i tesserati e gli affiliati, è stata la base di una crescita che ancora continua, anche col recente traguardo di 100mila tesserati. Dopo 35 anni, e al netto dei naturali aggiornamenti fisiologici, il nuovo presidente FIV Carlo Croce ha da subito annunciato di voler porre mano allo Statuto.
 
I tempi
Croce aveva dato incarico a un “regista” con un anno di tempo. I tempi sono raddoppiati. Al lavoro c’è una pantagruelica Commissione per la riforma dello Statuto (composta dal Presidente Onorario Carlo Rolandi che la presiede, e da Giorgio Brezich, Glauco Briante, Pier Luigi Ciammaichella, Fabrizio Gagliardi, Guido Martinelli, Raffaele Ricci, Giancarlo Sabbadini e il Coordinatore Federale Gianni Storti), che si è riunita 5 volte e alla fine ha emesso un documento intitolato “Principi Informatori” della riforma, in meno di due pagine. Ora i tempi sono strettissimi: c’è un Consiglio Federale il 19 novembre dedicato al tema (ma i Nuovi Consigli, si sa, durano poche ore. Non basterà), poi la Commissione dovrà tramutare i “principi informatori” in articoli veri e propri del Nuovo Statuto, e infine questo dovrà essere veicolato alle Zone entro 60 giorni dall’Assemblea (entro il 31 marzo 2011).
 
Secondo alcuni lo scenario più probabile è che la riforma vada avanti e l’assemblea la approvi nel consueto clima di scarso interesse. Forse. Ma in giro si colgono anche segnali diversi: i dubbi sui principi della riforma e sulle prime proposte (tra poco ci arriveremo) partono da molto in alto e arrivano da almeno metà consiglieri di presidenza. Le voci critiche proseguono tra i consiglieri federali (la stragrande maggioranza dei quali rischia il posto se la riforma passerà), e si dilatano nelle Zone, in alcuni Circoli, in qualche singolo tesserato. La riforma non è destinata a passare sotto completo silenzio, o al buio. E allora eccoci: accendiamo i riflettori.
 
Le proposte
Il documento completo con i Principi informatori è scaricabile a questo link. In sintesi ecco i punti salienti.
 
-       Limitazione a 2 mandati (due quadrienni) per tutte le cariche elettive federali, sia nazionali che periferiche
-       Limite di età a 70 anni per i candidati a tutte le cariche
-       Le attuali 15 Zone saranno sostituite dalle Regioni geo-politiche (che sono 20:

1) Abruzzo
2) Basilicata
3) Calabria
4) Campania
5) Emilia Romagna
6) Friuli Venezia Giulia
7) Lazio
8) Liguria
9) Lombardia
10) Marche
11) Molise
12) Piemonte
13) Puglia
14) Sardegna
15) Sicilia
16) Toscana
17) Trentino Alto Adige
18) Umbria
19) Valle d'Aosta
20) Veneto), oltre all’aggiunta di comitati provinciali per le province autonome di Trento e Bolzano. Dunque il totale è di 22 organi territoriali. Ben 7 in più di oggi. Alla faccia della sburocratizzazione.
-       Il Consiglio Federale è ridotto a 10 membri più il presidente: 7 in rappresentanza degli affiliati (i Circoli), 2 per degli atleti, 1 dei tecnici
-       L’attuale divisione della struttura in Settori, e le rispettive attribuzioni, sono sostituite da un sistema di Commissioni (permanenti o temporanee composte fino a 4 membri, nominati dal Consiglio) .
-       I Gruppi Sportivi Militari (anche la Marina Militare) avranno voto in assemblea nazionale ma non a livello regionale, e designeranno ogni anno un loro rappresentante che parteciperà senza diritto di voto alle riunioni del Consiglio Federale
-        Per esercitare il diritto di voto in assemblea, gli affiliati (i Circoli) devono realizzare almeno due dei seguenti requisiti: scuola vela con almeno 50 partecipanti, adesione a progetti di formazione tipo Vela Scuola o simili, organizzazione di almeno tre regate l’anno, propri atleti che partecipano ad almeno tre regate di livello nazionale l’anno, partecipazione all’attività paralimpica
-        Procedure elettorali: ogni Regione elegge 1 solo candidato alla carica di consigliere federale; il territorio nazionale è diviso in tre collegi elettorali (le macro-aree o macro-zone) Nord, Centro e Sud. Poi vi trascrivo alla lettera il testo tratto dai “principi informatori”: Tra i candidati di tutte le Regioni verrebbero eletti in Consiglio Federale coloro che otterranno il maggior numero di voti da tutti gli Affiliati (votazione su base nazionale), pur nel rispetto di un criterio di rappresentatività delle 3 macro aree direttamente collegato alla forza elettiva (numero degli Affiliati aventi diritto di voto) dei 3 collegi. Si può fin d'ora ipotizzare una rappresentatività del territorio per il Nord, il Centro e il Sud pari a (3,2,2 o 2,3,2 o 2,2,3 Consiglieri) od altra composizione numerica discendente dal modello che verrà individuato per I'identificazione delle 3 macro aree. Possibilità di esprimere un numero massimo di preferenze pari a 5 su 7.
 
 
Parliamone
Cosa pensano di questa riforma-rivoluzione, nell’ordine, Consiglieri federali, presidenti di Zona, presidenti di Circolo e tesserati? Pur nella scarsa informazione sull’argomento, le idee circolano. Ne ho raccolte alcune (anche contrastanti) che – in forma anonima – porteremo quale contributo alla discussione. Intanto ecco qualche commento a caldo, su cui avviare le riflessioni. Ma in fretta: l’assemblea di marzo è dietro l’angolo…
 
Limite a due mandati – In via teorica sembra giusto, favorisce il turn-over e garantisce gestioni più oculate. Ma è proprio così? Se i primi quattro anni servono a un dirigente per fare esperienza e i secondi quattro per impostare le linee di gestione, è giusto poi liberarsene d’ufficio, quando magari l’assemblea lo confermerebbe? E ancora: contando tra i due mandati anche quello attuale, nel 2016 la FIV si potrebbe trovare con un Consiglio completamente nuovo, la memoria storica azzerata. Sicuri che sia un bene?
 
Limite di età a 70 anni – Altra regola per favorire il ringiovanimento, e sta bene. Ma con l’evoluzione della nostra società e l’innalzamento dell’età media, ha davvero senso per un organismo che presiede all’organizzazione dello sport privarsi d’imperio delle capacità, dell’esperienza e del tempo libero di un 70enne (e oltre) in piena forma? Perché darsi la zappa sui piedi? Lasciamo che sia l’assemblea a decidere.
 
Dalle 15 Zone alle 22 Regioni – Qui il disordine è ancora molto, e ho l’impressione che la Commissione che ha emesso i Principi informatori non abbia calcolato alcune conseguenze della rivoluzione. Inoltre si dice che la proposta deriva da indicazioni CONI. Ma informandosi meglio, si scopre che non è così: il principio di territorialità non è una imposizione, il CONI si limita a suggerirlo ma poi lascia ampia autonomia alle singole federazioni di organizzarsi secondo la propria funzionalità. Ci sono varie federazioni che non seguono questo criterio. Al CONI sta benissimo, come è stato fino a oggi con le 15 Zone della vela. Ci torneremo, ma intanto provate a immaginare la vela sul lago di Garda gestita, anziché da una Zona come avviene oggi, da ben tre Regioni (Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto)… E non è l’unico esempio.
 
Gruppi Sportivi Militari – La Marina Militare si sente legittimamente declassata: dopo anni di riconoscimento quale Ente aggregato alla Federazione, e con un rappresentante in Consiglio, oggi viene equiparata alle altre forze. A cosa serve e a chi giova questo misconoscimento del ruolo storico della Marina nello sviluppo dello sport velico? Si può trovare senz’altro un modo meno traumatico per far convivere e dare pari dignità ai GSM, la cui importanza per la vita dei nostri atleti è evidente a tutti.
 
Riduzione dei consiglieri e procedure elettorali – Sono il vero “cuore” della riforma, il resto (anche quanto detto fin qui) restano quisquilie al confronto. Qui sta la vera rivoluzione. Solo 7 consiglieri da 22 Regioni (!), oltre 2 alteti e 1 tecnico. Un distillato, una spremuta, una mega strizzata al movimento della vela e alle sue infinite realtà territoriali. Duro, durissimo da mandare giù. La procedura elettorale appena abbozzata dai Principi informatori è tutta da capire e interpretare (e quindi da commentare a lungo), ma resta fortissimo il dubbio sull’effettiva rappresentatività di tutta la vela in questo mini-governo. Si dice che serve per risparmiare sui costi di gestione dell’attuale Consiglio (15 da 15 Zone, più 5 atleti e 3 tecnici). Ma questo risparmio è tutto da verificare e sarebbe vanificato dal contemporaneo rilancio del sistema delle Commissioni che sostituirebbero gli attuali Settori: 1) AMMINISTRAZIONE E ATTIVITÀ PERIFERICA; 2) PROMOZIONE, IMMAGINE E COMUNICAZIONE; 3) ATTIVITÀ AGONISTICA E SQUADRE FEDERALI; 4) PROGRAMMAZIONE ATTIVITÀ SPORTIVA NAZIONALE; 5) QUADRI TECNICI; 6) ATTIVITÀ VELICHE SPECIALI. Che sparirebbero, sostituiti da non si sa cosa.
 
Come si vede c’è tanta carne al fuoco, e una discussione che può solo giovare a tutti. E questa non è che la prima puntata.
 
 
 
 

Commenti

Anonimo (non verificato)

Da quel poco che si legge nei principi-base della possibile riforma dello statuto, si immagina un terremoto dagli effetti potenzialmente devastanti...pensiamoci bene! E soprattutto: esigiamo che vengano spiegati dettagliatamente i motivi di questa riforma. Personalmente non li ho capiti. Immaginate la vela sul lago di Garda "organizzata" da tre Regioni diverse: Lombardia, Trentino e Veneto... Mi sembra una follia, ma ripeto, vorrei capire. Speriamo ci spieghino. Non c'è niente di peggio di una assemblea a marzo fatta in fretta e furia con pochi circoli che approvano una riforma calata dall'alto.... grazie ciao antonio

Anonimo (non verificato)

se questo servisse a lasciare a casa le inutili ancore più o meno galleggianti...!?! Purtroppo, come al solito, accadrà che a casa ci andrebbero le poche persone valide sopravvissute alle epurazioni in Federazione ed affonderemmo ancora più nel baratro. Non mi fido di questa amministrazione e non do fiducia a questa riforma se viene fatta da questi. Visto il clima di terrore e dittatura vi prego di non pubblicare nulla che possa identificarmi. Grazie.

Gianni (non verificato)

Urge portare a conoscenza di tutti (Circoli, Dirigenti, Atleti, Istruttori e Tesserati) la reale portata di questa rivoluzionaria proposta e valutarne le conseguenze. La "vela" è, da oggi, in mano di chi dovrà approvare il nuovo statuto: non facciamoci infinocchiare e se del caso non approviamolo. Coraggio ed informazione corretta! Attiviamoci per saperne di più e parliamone compiutamente: all'incredibile silenzio della comunicazione federale opponiamo una vera circolazione delle idee. A mio avviso si vuole "sgretolare" il sacrosanto voto della base. Altro che mercato delle vacche le prospettive sono ancora peggiori. Armiamoci e partiamo tutti.

Franco Lacqua (non verificato)

Caro Fabio, mi permetto di anticipare che oramai ci conosciamo da qualche anno e pertanto sai che mi piace parlar chiaro.... Ho avuto modo di leggere le proposte di modifica al momento della loro divulgazione e da subito ho avuto le tue stesse reazioni e mi sono dato le stesse risposte, risposte che poi hanno trovato conferma nelle varie chiacchierate con amici velisti. Nessuno, e ripeto nessuno, si è dichiarato favorevole alle modifiche proposte. Conosco personalmente i componenti la "Commissione" che ha proposto le modifiche e non riesco a capire perchè siano arrivati a queste conclusioni. Sono il primo a dire che qualche aggiornamento nel funzionamento della FIV possa essere apportato ma se ciò è necessario può essere fatto senza modificare lo Statuto federale ma semplicemente facendo "lavorare" al meglio l'esistente. Essendo Segretario di un'"Altra Classe" posso testimoniare che l'attuale momento è ancora molto incerto, ovvero le direttive del nuovo corso della FIV non sono chiare eccetto sul punto "economico" (non ci sono soldi!!) ma un certo indirizzo comincia a delinearsi e dovrebbe portare a qualche miglioramento. Certamente l'imposizione dei limiti d'età lascia veramente perplessi e non solo sul "governo federale" ma anche su "Istruttori-tecnici" e "Ufficiali di Regata".... Ai posteri l'ardua sentenza..... Ciao. Buon Vento! Franco Lacqua.

velista convinta (non verificato)

Scusate se non appaio con nome e cognome ma purtroppo con questa Federazione c'è da mettersi al riparo. Il loro nepotismo si è ampliamente dichiarato e proporsi "contro" porta solo ad essere ulteriormente allontanati da quei progetti e obiettivi che una persona si prefissa. Adesso, con questa premessa, si potrebbe pensare logico che possa avere delle idee contrarie a quelle scritte nella proposta di variazione dello statuto, ma tengo a precisare che non sono "contro" per partito preso ma per delle valide motivazioni. Il punto che mi sta più a cuore è la prevista divisione territoriale; spero che stiamo scherzando vero? Provate per un attimo a pensare alla divisione di aree geografiche che hanno in comune tradizioni, storia e magari anche lo specchio d'acqua nel quale regatare, un esempio per tutti chiaramente il Lago di Garda. E' pura follia pensare che i circoli che lo circondano debbano vedersi divisi in 3 zone distinte; si pensi che le istituzioni statali stesse si sono organizzate in maniera di riunire le Province che si affacciano sul lago con un comitato che riunisce gli assessorati provinciali per quanto riguarda le tematiche lacustri. Ma pensiamo anche alla limitazione dei 2 mandati; già si fatica a trovare persone disposte a collaborare, quando queste si trovano e magari funzionano pure bene, vanno allontanate perchè per 8 anni si sono dedicate a sacrificare il proprio tempo nei meandri di Direttivi, Consigli, ecc. ecc. E non solo, quando una persona raggiunge finalmente un'età dove è libera da impegni lavorativi ed ha accumulato una discreta esperienza, visto che supera i 70 la si lascia a casa e non si approfitta invece di tutto quello che potrebbe apportare e della sua voglia di rendersi utile. E' pazzesco. Per non parlare della ridottissima rappresentatività che Affiliati e Soci si ritroverebbero con un numero così ristretto di Consiglieri Federali Penso che invece di ridurre considerevolmente il numero sarebbe invece il caso di coinvolgerli nei rami federali quali Settori, Commissioni ecc. più di quello che sono coivolti tutt'ora. Riducendo il numero dei Consiglieri la Federazione dovrà affidare compiti a Commissioni totalmente composte da persone extra Consiglio, che non avranno diritto di voto, in primis, e che verrebbero a formare un modo di governare tecnico (con una lievitazione di costi considerevole) dove sicuramente il portare l'acqua al proprio mulino diventerebbe di fatto legalizzato. Non me la sento di tediare ancora, già troppo lungo questo messaggio perchè venga letto e digerito; solo una domanda mi pongo "Ma questi signori qui hanno mai collaborato con un circolo (non lo Yacht Club Italiano o simili) dove ogni giorno bisogna rimboccarsi le maniche, far quadrare i conti e risolvere i mille problemi che quotidianamente ci si trova a dover affrontare?" Grazie Fabio per lo spazio che metti a disposizione e buon vento a tutti!

per il momento ... (non verificato)

Scusate tutti ma al momento restiamo anonimi. (potremmo discuterne ...) Io la penso diversamente da tutti voi e dalla maggior parte di coloro che hanno qualcosa da perdere.. Trovo questa rivoluzione utile e necessaria, non solo dal punto di vista economico , anzi ci sarà da investire di più in forze pagate....e questa è la vera rivoluzione, via parassiti inutili attaccati alle sedie e spazio a dirigenti professionisti che verranno pesati secondo il loro lavoro. Mi riferisco a quei gruppi di lavoro che attualmente sono gestiti da alcuni consiglieri che non hanno sicuramente gestire progetti e ve ne sono... Via dunque un grosso dei Consiglieri attualmente votati su indicazione dei Comitati di zona e non sicuramente espressione della base! sapete come si fa ad eleggerli, con la terna.. due si sacrificano e uno passa...??? il giorno delle elezioni girano i biglietti di favore...!!!!! Sarebbe giusto, quindi togliere questa figura che ha molto potere e che per la maggior parte non sa quali sono i problemi nella loro zona! E qui vengo al punto...PIU forza ai Presidenti che sono la vera espressione della base loro sono gli unici conoscitori delle esigenze e problematiche della loro zona e, haimè attualmente non vengono assolutamente ascoltati, anzi... progetti loro portati in consulta vengono dequalificati e manipolati a tal punto, dai consiglieri di turno, da non aver più motivo di esistere... Sul punto anzianità... il problema esiste, gli ufficiali di regata sono per la maggior parte pensionati, i giovani dove sono??, Gli istruttori che accedono ai corsi Allievo ...come sopra.., i dirigenti riconosco il loro ruolo nell'anzianità..che corrisponde a maturità.. fiino a che punto non lo so! Nella divisone delle zone.. forse il Coni lo permette di crearle a nostro piacimento ma... nel caso della 14° pensate alle istituzioni Regione e Coni Regionale e Coni Provinciale, a chi devono fare riferimento queste istituzioni a quale dei due presidenti e a questo punto c'è un presidente che attinge alle risorse di tre regioni la dove vi sono già altre zone con altri presidenti, mi riferisco a finanziamenti, a riconoscimenti ecc.. Sarà dura all'inizio ma dobbiamo svecchiare e pensare che i tempi possono cambiare, l'attività sportiva un circolo la fa comunque anche con accordi interzonali, attività altamente raccomandabile per numeri e per qiualità Grazie dell'attenzione

Luciano S. (non verificato)

Io non so di cosa ti fai, ma un po’ di quella roba mi farebbe comodo per dei trip in mondi fantastici. 1. Dici “gli ufficiali di regata sono per la maggior parte pensionati, i giovani dove sono??” E dove vuoi che siano? Sicuramente alla larga da un mondo che chiede sempre più professionalità, che vede metterci tempo e attrezzatura (anche costosa) PERSONALE, che deve prendersi giorni dalla famiglia e dal lavoro e che ancora oggi è l’unica federazione che non gli riconosce un compenso a presenza. Ma se uno fosse giovane e fosse anche UdR è meglio che si faccia visitare da un dottore serio. 2. “più forza ai Presidenti di Zona” e potrei condividerlo, ma non è sicuramente questa riforma a darglielo che li vede uniti in una nuova “Conferenza Territoriale” (ex Consulta) che di fatto gli cambia solo il nome visto e considerato che comunque il loro è un parere obbligatorio NON vincolante (???) 3. Per le “forze pagate” come le definisci tu, basterebbe pagare anche quelli che già oggi ci mettono la loro disponibilità, se ci sono tutti questi soldi da pagare dirigenti professionisti per prendere delle decisioni in merito. Credo che all’interno della struttura federale sia facile imbattersi in qualcuno che di vela ne mastica un pochino mentre trovo molto più improbabile trovarne fra qualche dirigente professionista esterno. Stiamo parlando di una federazione sportiva, non di una holding con azioni quotate in borsa……ma magari Marchionne ci sistema le cose. 4. Il CONI, più lungimirante di chi vuole la divisione regionale, ha fatto una deroga ad hoc per la vela, proprio per la sua caratteristica legata alla storia della navigazione e della vela. E qui ce ne sarebbe da parlare a lungo, troppo a lungo anche per un blog. Quindi non è con queste proposte che si “svecchia”, anzi, qui si vuole vendere l’anima a diavolo e rendere tutto più politico

per il momento ... (non verificato)

Sembra che quello che si fa sia tu in quanto non ti accorgi di darmi ragione.. e appoggiare i miei punti quasi in toto.. i Giovani non ci sono, sia tra i giudici che non, e non solo per i tuoi motivi ma non è appagante in tutti i sensi, è il professionismo deve entrare in Fiv e vedrai che le cose cambiano. I soldi ci sono e in caso possono esserci la VELA è il fenomeno più mediatico esista al mondo... basta saperlo vendere e in questo Croce lo sta dimostrando , insomma inutile lo dica io, facciamo lavorare gli esperti, riduciamo voci di potere inutile e diamo spazio a chi dimostra di essere capace e paghiamolo per la sua professionalità, non vorrai mica continuare a dare ruoli a consiglieri incapaci che non te li togli più per minimo 4 anni con la sfiga che se viene rieletto lo hai atri 4 e devi anche dirgli grazie! Dici holding??? guarda che cosa è l'ISAF e impara...
AMICI TUTTI, GRAZIE PER L'INTERESSE SUL TEMA, EVIDENTEMENTE MOLTO SENTITO: CONTINUEREMO AD APPROFONDIRE ANCHE CON SONDAGGI. MI RACCOMANDO DA TUTTI SEMPRE MASSIMA EDUCAZIONE. SIAMO LA VELA... CIAO FABIO

Anonimo (non verificato)

Mi chiamo Andrea. Quale “rivoluzione” sarebbe quella del ricorso a professionisti pagati e “pesati” per la loro bravura? Questa sarebbe la crescita rispetto ai “parassiti” eletti col sistema dei fogliettini delle terne?! Ma che male c’è nei fogliettini? Si eleggono così anche i direttivi dei circoli velici e se ci pensi anche il condominio di casa… E’ un gioco con regole democratiche. Sta a noi far emergere i meritevoli. E veniamo a queste “forze pagate”, ai nuovi dirigenti professionisti… Vogliamo vedere gli esempi che già esistono nella nostra federazione? Fabio col suo blog ha già messo in evidenza la totale mancanza di professionalità nel settore comunicazione. Non c’è molto da aggiungere, se non riflettere su quanti soldi si spendono per avere risultati tanto scarsi. Ma analoghe situazioni esistono in altri settori: si è dato incarico a una forza pagata per seguire i centri federali, e con quali risultati? A oggi non c’è ancora un solo centro tecnico federale… E il marketing? Stesso discorso… E così via… La vera professionalità oggi è quella dei circoli e di molti atleti anche giovanissimi e di tutte le età, che si impegnano mettendo in campo le proprie risorse, senza cioè gravare sulle risorse federali, che sono soldi di tutti. La logica di questa proposta di cambiamento allo statuto viene da un gruppo dirigente che ha preso la federazione e vorrebbe farne una cosa diversa, ma senza conoscerla a fondo com’è oggi non si può vedere una strada che porti al futuro. Nello sport come nella vita la vera crescita è lenta e costante, non repentina e rivoluzionaria.