blog | Di Fabio Colivicchi
20/06/2011 - 20:44
Velascuola, il boom sconosciuto
Una tessera FIV-Velascuola

Vola il progetto scolastico FIV: +38% sul 2010. Eppure su questi successi c'è il silenziatore...
Con la fine dell'anno scolastico si è chiusa anche un'altra stagione del progetto Velascuola della FIV. Un progetto che come è noto ha radici lontane (risale a oltre 5 anni fa, appartiene insomma decisamente alla "vecchia" FIV), nacque con l'intento (riuscito) di coordinare e alimentare sotto l'egida della Federazione la gioiosa ma disordinata serie di iniziative che vedevano protagonisti circoli velici o singoli istruttori e scuole vela, in rapporto con il mondo scolastico territoriale. L'idea di fondo, del resto, è di quelle capaci di mettere tutti d'accordo: la promozione dello sport della vela ai giovani a cominciare dal loro luogo di riferimento, i banchi di scuola. Prendendo spunto dai paesi guida come la Francia.
Il progetto Velascuola è nato subito maturo, con un suo logo, un suo Gruppo di Lavoro (una volta c'erano, si, e alcuni come questo hanno anche funzionato assai bene), un suo coordinatore, una efficace copertura da parte del Consiglio e persino, grazie a un ottimo lancio comunicativo, qualche contributo come quello di UCINA. Quella nascita forte ha portato il bebè Velascuola a crescere sicuro e a bruciare le tappe. Anche nel passaggio, per molti versi traumatico, dalla vecchia alla nuova FIV, Velascuola ha tenuto botta. Merito senz'altro del suo coordinatore, il buon Francesco Ettorre, capace di restare saldo al timone nonostante una serie di incarichi e incombenze federali da far tremare i polsi (l'amministrazione, il tesseramento, il consiglio di presidenza, i Giochi del Mediterraneo, la Primavela...).
Dunque come si chiude l'anno scolastico 2010-2011 per il progetto Velascuola FIV? Alla grande. Dati alla mano, anche se provvisori, in FIV si parla di un +38% con riferimento al numero dei tesserati provenienti dal programma con le scuole. Una crescita importantissima (siamo ben oltre i 10 mila tesserati, forse oltre i 10.200 ancora a maggio), e rinforzata anche dal dato numerico riguardante gli istituti scolastici coinvolti, che presenta un tasso di nuove scuole altissimo. A trainare il successo di Velascuola alcune aree geografiche ben individuabili: un vero boom è arrivato dal Lazio (da solo ha fatto un quarto del totale dei tesserati: 2.500), seguito dalla Liguria (1.800 tesserati). Sensazionale, specie considerando la proporzione con la popolazione scolastica, il risultato della VI Zona (800 tesserati), che è uguale a quello di Trieste, dove il Velascuola ha avuto un importante salto di qualità grazie all'attivazione di una collaborazione con la Camera di Commercio e alla messa in rete di 6-7 circoli. Molto cresciuto anche il Garda. E in generale tanto interesse è stato dimostrato verso il progetto da parte dei presidenti di circolo durante gli incontri face-to-face col presidente federale Carlo Croce, nel tour pre-assembleare che ha svolto tra marzo e aprile. E lo stesso nuovo Statuto tiene conto di questo sviluppo, inserendo l'organizzazione di iniziative Velascuola tra i parametri necessari agli affiliati per mantenere il diritto di voto... Insomma Velascuola tira, e fa numeri da blue-chip.
Ma allora perché non dirlo, non comunicarlo al mondo, non farci sopra pure una bella conferenza stampa? Diecimila ragazzini delle scuole presi nelle loro aule da istruttori FIV e trasportati sulle barche delle scuole di vela federali. Si dice sempre che in Francia c'è più cultura della vela che da noi. E questa cos'è? Parlare sui media (basterebbe farlo sugli specializzati) dei successi di Velascuola sarebbe anche un dovuto omaggio ai soliti eroi sconosciuti del nostro mondo, i dirigenti dei circoli che nel più totale volontariato promuovono queste iniziative. Gli stessi Istruttori spesso si coinvolgono senza avere un corrispettivo diretto, perché le iniziative Velascuola sono fatte in economia. A conti fatti, è un esempio virtuoso di vela di base che cresce, e tanto, a dispetto della crisi e del brutto momento. A dispetto di chi non riesce a trovare sponsor miliardari per il giro del mondo o la coppa America. Ecco perché sarebbe giusto che la FIV comunicasse, esaltasse questi aspetti. Ormai l'estate è arrivata e l'occasione si è sprecata. La prossima fermata - da non perdere - sarà al salone nautico di Genova, dove Velascuola dovrà per forza essere uno dei temi centrali della presenza FIV, anche perché coincide con la prima parte dell'anno scolastico.
Con la fine dell'anno scolastico si è chiusa anche un'altra stagione del progetto Velascuola della FIV. Un progetto che come è noto ha radici lontane (risale a oltre 5 anni fa, appartiene insomma decisamente alla "vecchia" FIV), nacque con l'intento (riuscito) di coordinare e alimentare sotto l'egida della Federazione la gioiosa ma disordinata serie di iniziative che vedevano protagonisti circoli velici o singoli istruttori e scuole vela, in rapporto con il mondo scolastico territoriale. L'idea di fondo, del resto, è di quelle capaci di mettere tutti d'accordo: la promozione dello sport della vela ai giovani a cominciare dal loro luogo di riferimento, i banchi di scuola. Prendendo spunto dai paesi guida come la Francia.
Il progetto Velascuola è nato subito maturo, con un suo logo, un suo Gruppo di Lavoro (una volta c'erano, si, e alcuni come questo hanno anche funzionato assai bene), un suo coordinatore, una efficace copertura da parte del Consiglio e persino, grazie a un ottimo lancio comunicativo, qualche contributo come quello di UCINA. Quella nascita forte ha portato il bebè Velascuola a crescere sicuro e a bruciare le tappe. Anche nel passaggio, per molti versi traumatico, dalla vecchia alla nuova FIV, Velascuola ha tenuto botta. Merito senz'altro del suo coordinatore, il buon Francesco Ettorre, capace di restare saldo al timone nonostante una serie di incarichi e incombenze federali da far tremare i polsi (l'amministrazione, il tesseramento, il consiglio di presidenza, i Giochi del Mediterraneo, la Primavela...).
Dunque come si chiude l'anno scolastico 2010-2011 per il progetto Velascuola FIV? Alla grande. Dati alla mano, anche se provvisori, in FIV si parla di un +38% con riferimento al numero dei tesserati provenienti dal programma con le scuole. Una crescita importantissima (siamo ben oltre i 10 mila tesserati, forse oltre i 10.200 ancora a maggio), e rinforzata anche dal dato numerico riguardante gli istituti scolastici coinvolti, che presenta un tasso di nuove scuole altissimo. A trainare il successo di Velascuola alcune aree geografiche ben individuabili: un vero boom è arrivato dal Lazio (da solo ha fatto un quarto del totale dei tesserati: 2.500), seguito dalla Liguria (1.800 tesserati). Sensazionale, specie considerando la proporzione con la popolazione scolastica, il risultato della VI Zona (800 tesserati), che è uguale a quello di Trieste, dove il Velascuola ha avuto un importante salto di qualità grazie all'attivazione di una collaborazione con la Camera di Commercio e alla messa in rete di 6-7 circoli. Molto cresciuto anche il Garda. E in generale tanto interesse è stato dimostrato verso il progetto da parte dei presidenti di circolo durante gli incontri face-to-face col presidente federale Carlo Croce, nel tour pre-assembleare che ha svolto tra marzo e aprile. E lo stesso nuovo Statuto tiene conto di questo sviluppo, inserendo l'organizzazione di iniziative Velascuola tra i parametri necessari agli affiliati per mantenere il diritto di voto... Insomma Velascuola tira, e fa numeri da blue-chip.
Ma allora perché non dirlo, non comunicarlo al mondo, non farci sopra pure una bella conferenza stampa? Diecimila ragazzini delle scuole presi nelle loro aule da istruttori FIV e trasportati sulle barche delle scuole di vela federali. Si dice sempre che in Francia c'è più cultura della vela che da noi. E questa cos'è? Parlare sui media (basterebbe farlo sugli specializzati) dei successi di Velascuola sarebbe anche un dovuto omaggio ai soliti eroi sconosciuti del nostro mondo, i dirigenti dei circoli che nel più totale volontariato promuovono queste iniziative. Gli stessi Istruttori spesso si coinvolgono senza avere un corrispettivo diretto, perché le iniziative Velascuola sono fatte in economia. A conti fatti, è un esempio virtuoso di vela di base che cresce, e tanto, a dispetto della crisi e del brutto momento. A dispetto di chi non riesce a trovare sponsor miliardari per il giro del mondo o la coppa America. Ecco perché sarebbe giusto che la FIV comunicasse, esaltasse questi aspetti. Ormai l'estate è arrivata e l'occasione si è sprecata. La prossima fermata - da non perdere - sarà al salone nautico di Genova, dove Velascuola dovrà per forza essere uno dei temi centrali della presenza FIV, anche perché coincide con la prima parte dell'anno scolastico.
Fabio Colella (non verificato)
fcolivicchi
Anonimo (non verificato)