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14/12/2013 - 18:32

Arriva a Point-a-Pitre e chiude 40 giorni epici

Federico Cuciuc,
l'ultimo dei Mohicani!

!--paging_filter--strongFederico Cuciuc conclude la sua Mini Transat, 32° posto in 29 giorni, arriva con tormentina e attrezzatura di fortuna, con lui tutti gli italiani di una lunga stagione oceanica sono a casa. Presto i commenti e i racconti. Al salone di Parigi i vincitori Benoit Marie (Proto) e Aymeric Belloir (Serie). Ma adesso, occorre comunicare e festeggiare adeguatamente i nostri navigatori... LE FOTO DELL'ARRIVO/strong!--break--br / br / br / strongdi Fabio Colivicchi/strongbr / br / Poco prima delle 2 di notte (ora della Guadalupa) di venerdi 13, anche Federico Cuciuc ha concluso la sua Mini Transat, sul Pogo Your Sail 556. Coraggioso, coriaceo, mai domo, tra parecchie difficoltà, le 3700 miglia sono coperte in 29 giorni, 16 ore, 5 minuti e 36 secondi. E' penultimo degli arrivati, ma 32° su 53, un risultato più che onorevole per lo skipper romano.br / br / Così la Mini Transat 2013, la più lunga e contrastata (dagli eventi e dalle chiacchiere, o ancor meglio dalle attese), quella dei record (dei rinvii, dei ritiri, della tappa unica e più lunga: 3700 miglia in un colpo solo), si appresta ad andare in archivio. Susciterà per molto tempo ricordi ed emozioni, come del resto ogni edizione, negli uomini e nelle donne che l'hanno vissuta. Ma stavolta, molto più che nel passato, la Mini Transat lascia una scia in Italia, tra gli appassionati e per la prima volta in quello che possiamo chiamare vero e proprio "pubblico", tifosi, partecipi attivi di queste emozioni. E' l'ennesimo miracolo della Mini Transat.br / br / Mentre Benoit Marie è presente al salon nautic de Paris, in una tavola rotonda di "retrospettiva" sulla Mini 2013, con il vincitore tra i Serie Aymeric Belloir, l'Italia fa il conto del suo autunno atlantici. Giancarlo Pedote 2° (nel modo che sapete...), Michele Zambelli 10° Proto, Alberto Bona 5° Serie (secondo risultato di sempre per la vela italiana nella categoria e terzo assoluto), Federico Cuciuc 32°, poi Andrea Iacopini e Federico Fornaro, in arrivo a Guadalupe su un battello assistenza che la solita ironia del destino ha voluto chiamare L'Immaginaire. E' immaginaria la loro Mini Transat? No di certo: Sono stati fermati a sole 300 miglia dall'arrivo, e ci hanno raccontato come è accaduto e come si sentono. Reazioni da marinai.br / br / Ecco dunque quali sono i tesori da mettere in cassaforte dopo questa Mini Transat, cui ha fatto da spalla anche la splendida Transat Jacques Vabre con altri 6 italiani, facendo intendere che ormai, quando c'è una grande regata oceanica, l'Italia c'è, e non per onore di firma, può fare di tutto, anche puntare a vincere il banco. I tesori sono 12 navigatori (bello rileggersi la lista: alla MT Giancarlo Pedote, Michele Zambelli, Alberto Bona, Federico Cuciuc, Federico Fornaro, Andrea Iacopini; e alla TJV Andrea Mura, Alessandro Di Benedetto, Alberto Monaco, Gaetano Mura, Pietro D'Al', Stefano Raspadori), e il seguito di pubblico.br / br / Tra questi 12 trovate nomi già celebri a livello internazionale, il che significa consacrazione nel mondo francese e inglese, c'è chi addirittura ha trovato sponsor in Francia (Di Benedetto), o chi è stato scelto da velisti francesi per navigare con loro (Andrea Mura). C'è chi sta iniziando e giovanissimo ha grandi prospettive davanti (Zambelli, Bona, Cuciuc, gli stessi Iacopini e Fornaro). Chi è a metà di un percorso ideale, dopo una Mini Transat, sui Class 40, in crescita (Gaetano Mura). C'è chi è un mostro sacro riconosicuto (Pietro D'Alì), e chi ha costruito perfettamente l'impresa, finendo beffato ma che adesso deve gettare il cuore oltre la rabbia (Pedote). Cisscuno ha un suo pubblico, una cerchia che può andare dalla famiglia al club allo sponsor, al team, ma si arricchisce dopo un evento del genere di appassionati ed estimatori.br / br / E questi 12 non sono che uno spaccato della vela italiana di grande altura, sopra di loro, al loro fianco o al loro livello, ci sono altri nomi, da Giovann,i Soldini e Vittorio Malingri a Marco Nannini e Matteo Miceli, da Andrea Pendibene a Susanne Beyer a Andrea Caracci, a quelli (sono già parecchi) che in silenzio stanno già preparando la prossima Mini Transat, senza dimenticare quelli che l'hanno fatta e che restano comunque nel giro, i Luca Tosi, i Simone Gesi, i Riccardo Apolloni (niente paura per tutti quelli che adesso non cito: siete tutti dentro), e via andando indietro nel tempo, riuniti tutti in quella figura di storico della classe Mini che è Stefano Paltrinieri. Il piccolo grande esercito di navigatori italiani si alimenta e da fuoco alla grande altura dei circuiti, dove in centinaia, forse migliaia, studiano alla scuola della Giraglia, della Cinquecento per 2, della Roma per 2, della Palermo-Montecarlo...br / br / Navigatori e pubblico: i due tesori sui quali investire. Mentre i primi come si è visto tendono a crescere, con le regate e i circoli, le classi, le barche e il confronto, il secondo va stimolato, emozionato, risvegliato, in continuazione. Al gioco del mantenimento e della rivalutazione di questi tesori parteciano le istituzioni e i media. Adesso, visti i numerti che ho appena snocciolato, la responsabilità di entrambe le categorie è grande. I media in particolare hanno la possibilità di accentuare e prolungare nel tempo l'esposizione dei personaggi-navigatori. Servono idee, spazi, creatività, ma anche persistenza. La stagione dell'oceano non è finita con l'arrivo dell'ultimo italiano: comincia adesso. Adesso bisogna portare sui giornali e in tv i nostri velisti, i capitani coraggiosi, a raccontare e far vedere i loro occhi, nei quali ci sono tutte le onde che hanno cavalcato.br / br / E' un'occasione, il 2014 parte con questa opportunità. Nella parola "media" raccolgo non solo le grandi tv, i grandi quotidiani, la stampa specializzata o la galassia internet che ormai è il grande catalizzatore della passione, ma intendo anche singoli professionisti, autori di programmi, presentatori, comunicatori e pr, uffici stampa di singoli, di team, di sponsor, di istituzioni e federazioni, organizzatori di fiere ed eventi, fino all'ultimo free lance. Tutti possono e devono essere l'enorme ventilatore che sparge nell'aria i coriandoli, i contenuti di imprese e uomini. Avere un progetto o un coordinamento sarebbe assai utile, ma si può anche fare senza. Di certo è meglio non contraddirsi, non fare sciocche gare alle dietrologie, non inventare o alimentare rivalità (lo dico perchè qualche avvisaglia in giro si coglie). E' un buon momento e teniamocelo stretto.br / br / strongLE FOTO DELL'ARRIVO DI FEDERICO CUCIUC NELLA SEZIONE GALLERY A DESTRA NELLA PAGINA/strongbr /

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