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26/08/2013 - 12:52
Ai kiwi è la Vuitton Cup, onore a Luna Rossa
Ai kiwi è la Vuitton Cup, onore a Luna Rossa
E' Black Magic!
E Oracle trema
E Oracle trema
!--paging_filter--strongTrionfo Emirates Team New Zealand, ma in una giornata di nebbia Luna Rossa esce onorevolmente di scena. Max Sirena: "Orgogliosi di quanto fatto". Vi spieghiamo perché è stata una grande sfida. La corazzata neozelandese è già con la testa al 7 settembre, prima sfida a Oracle USA. Cosa può succedere/strong!--break--br /
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strongdi Fabio Colivicchi/strongbr /
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emHanno vinto i più forti, i neri di Grant Dalton, del “loyal” Dean Barker, la corazzata neozelandese affidabile, concentrata, cattiva quanto basta, organizzata sugli elementi chiave di una sfida pazzesca come questa America’s Cup numero 34, con barche mostruose sconosciute anche ai loro inventori. Una lunga strada, e le ultime curve fatte insieme allo sfidante alleato, gli amici italiani di Luna Rossa, i Bertelli boys entrati nel gioco all’ultimo istante proprio grazie all’accordo con ETNZ. Sette a uno (e l’unico punto di Luna Rossa è venuto dal ritiro della barca nera per una rottura) che non ammette discussioni tecniche e infatti non se ne fanno, ad eccezione di dare atto a Max Sirena e a tutto il team di Luna Rossa, ben consapevole di avere un mezzo “vecchio” contro uno nuovissimo, di aver continuato a lavorare fino all’ultimo secondo migliorando incredibilmente le performance, le manovre, l’affidabilità, anch’essi scoprendo giorno dopo giorno quello che c’era da scoprire sulle macchine volanti AC72.br /
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Perché una cosa va detta, adesso che Luna Rossa e la sfida targata Circolo della Vela Sicilia lasciano la scena al match finale che vale la conquista del trofeo. Si è molto polemizzato e criticato – con ampie e condivisibili ragioni – sull’estremizzazione di questa Coppa e sulle barche scelte. La fine del match race e dello spettacolo tattico e velico che rappresentava, la fine della vela più romantica a beneficio della velocità in quanto tale. Dove le macchine e gli strumenti contano più degli uomini. I rischi e i pericoli, purtroppo materializzatisi nel più atroce degli incidenti costato la vita a un grande velista. I costi che hanno ridotto l’evento a un briciolo di partecipanti. Tutto vero, e presto speriamo che la Coppa volti l’ennesima pagina e riprenda un po’ del suo splendore. Ma il punto da sottolineare è questo.br /
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Pur con tutti i difetti appena elencati, la classe AC72 era e resta una imbarcazione a vela impegnata in regate. Chi s’è iscritto al gioco sapeva questo, e basta. C’era da progettare, costruire, armare e far correre questa “barca”, conoscendone e svelandone i misteri, per trarne il massimo nei termini marinareschi di sempre: velocità e manovrabilità. In questo Aotearoa e Luna Rossa non sono diverse dalla goletta America, o dal Courageous, o da Azzurra o da Stars Stripes o da Alinghi… E quegli obiettivi, alla fine, li raggiungono gli uomini: i marinai e prima ancora i progettisti, gli ingegneri, i costruttori, i maestri d’ascia come chi sceglie le miscele di titanio per una vite.br /
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Se si accetta questa visione, l’arrivederci a Luna Rossa si arricchisce anche di un “grazie” e soprattutto di grande rispetto per quanto hanno saputo creare. Arrivati due anni dopo alla sfida, sapendo che avrebbero avuto a disposizione un solo mezzo, lo hanno preparato, custodito, manutenuto, allenato, migliorato, reso splendente nel suo argento vincendo ancora una volta (e di gran lunga) la Coppa dello stile (e da Prada è il minimo), dotato di armi sempre diverse, le derive curve, i foil, e un mare di altre cose. La barca Luna Rossa e i marinai italiani hanno fatto più strada in questa Coppa America sperimentale, di altre nazioni e altre sfide. Più dei francesi, il popolo più catamarano del mondo, assente alla Coppa dei catamarani. Più dei cinesi e dei coreani, le economie emergenti che non hanno saputo rendere economica una sfida al trofeo degli uomnini di mare. Più degli inglesi, che dicono “Rules the waves” ma intanto in Coppa non ci arrivano mai. Più degli svedesi ricchissimi e Cayardissimi, affondati nei loro stessi errori e drammi e battuti da una barca col doppio dell’età. E chissà quanto si potrebbe dire che Luna Rossa e i Bertelli boys hanno fatto più persino di Oracle Racing USA, il detentore-defender, impersonato nei “cattivi” Larry Ellison e Russell Coutts, che da una parte ha fatto incetta di supercampioni della vela, al punto da tenere in panchina il numero uno al mondo, Ben Ainslie, e dall’altro ha toppato clamorosamente l’approccio alla nuova barca, mancando l’appuntamento con il foiling “visto” dai kiwi e dagli italiani, rovinando nella celebre scuffia il primo (bruttissimo) AC72, e quindi impegnando risorse incalcolabili, da invasione militare, al gran ritorno, col varo del secondo e la restaurazione del primo, così da averne due catamarani per allenarsi. Oracle resta un mistero, ma per i mezzi che ha messo in campo, l’impressione è che i marinai statunitensi non abbiano avuto le intuizioni e le qualità dei neozelandesi, e forse degli stessi italiani.br /
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Ecco spiegato perché, pur restando tutte le perplessità su questa Coppa che non ha saputo far innamorare i velisti né conquistare nuovi appassionati, l’impresa di Luna Rossa merita un applauso. Ha rappresentato al meglio la vela italiana, è arrivata alla finale della Louis Vuitton Cup, è stata sconfitta duramente ma a testa alta dalla squadra e dalla vela più potente del pianeta. Bravo Max e bravi ragazzi.br /
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Ed ecco perché, comunque vada a finire adesso la XXXIV America’s Cup, c’è una certezza: alla Coppa numero 35 ci sarà una Luna Rossa./embr /
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strongIL RACCONTO DELL’ULTIMA REGATA E DELLA VITTORIA NEOZELANDESE/strongbr /
Emirates Team New Zealand ha vinto la Louis Vuitton Cup del trentesimo anniversario. La vittoria decisiva nell’ottava regata della serie, con un margine di 3’20”. Alla prima boa Emirates Team New Zealand era al comando di 16”, diventati 1’31” alla boa due, 2’58” alla boa tre e 3’18” alla boa quattro.br /
I kiwi, che nella precedente edizione della Louis Vuitton Cup disputata a Valencia avevano superato lo stesso team italiano, si sono imposti con il punteggio di sette a uno. Grazie a questo successo, Emirates Team New Zealand è diventato lo sfidante ufficiale di ORACLE TEAM USA nella finale della 34ma America’s Cup, il cui inizio è previsto il prossimo 7 settembre. In occasione delle sei edizioni più recenti dell’America’s Cup i neozelandesi hanno conquistato un posto nella sfida decisiva in ben cinque occasioni.br /
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strongBARKER: RESTIAMO CONCENTRATI/strongbr /
“Per prendere parte all’America’s Cup bisogna prima vincere la Louis Vuitton Cup – ha ricordato lo skipper di Emirates Team New Zealand, Dean Barker – Noi siamo venuti a San Francisco con l’intento di vincere l’America’s Cup, di conseguenza la Louis Vuitton Cup era parte della preparazione. I ragazzi sono molto concentrati: daremo il tutto per tutto nelle settimane che ci separano dalla sfida decisiva per raffinare la messa a punto ed evitare di ripetere l’esperienza vissuta a Valencia”.br /
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strongSIRENA: ORGOGLIOSI DI QUANTO FATTO/strongbr /
Luna Rossa, invece, ha disputato tre delle ultime quattro finali della Louis Vuitton Cup. Il team italiano ha vinto il trofeo nel 2000 ed è stato sconfitto dai kiwi nel 2007 e quest’anno. Nonostante un’iscrizione tardiva, Luna Rossa ha fatto registrare grandi miglioramenti nel corso dell’ultimo mese. Al tirar delle somme si può tranquillamente affermare che agli uomini di Max Sirena è solo mancato il tempo.“Emirates Team New Zealand ha fatto davvero un grande lavoro. Anche oggi sono stati fortissimi nel pre-partenza e hanno allungato con decisione. Sono un team fortissimo e non vedo l’ora di vedere cosa saranno in grado di fare durante la finale dell’America’s Cup – ha commentato lo skipper di Luna Rossa, Max Sirena – Siamo partiti tardi e il nostro obiettivo era fare bene nella Louis Vuitton Cup. Siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto. Solo un anno e mezzo fa nessuno avrebbe scommesso su di noi come finalisti della Louis Vuitton Cup. Sono orgoglioso di come si è comportato il team e mentre tagliavamo il traguardo ho ricordato ai ragazzi che oggi inizia la nostra nuova sfida all’America’s Cup. La prossima volta saremo più forti”.br /
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strongLouis Vuitton Cup, i numeri della Finale/strongbr /
• Emirates Team New Zealand – 7br /
• Luna Rossa Challenge – 1br /
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strongL’analisi dati della Regata 8/strongbr /
• Percorso: 5 lati/10.26 miglia nautichebr /
• Tempo percorrenza: ETNZ – 33:49, LR – 37:09br /
• Delta: ETNZ +3:20br /
• Distanza percorsa: ETNZ – 11.9 miglia nautiche, LR – 12.3 miglia nautichebr /
• Velocità media: ETNZ – 21.27 nodi, LR – 20.04 nodibr /
• Velocità di punta: ETNZ – 41.19 nodi, LR – 38.73 nodibr /
• Vento: media – 12 nodi, punta – 17 nodibr /
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strongE ADESSO, AMERICA’S CUP/strongbr /
emPer vincere la trentaquattresima Coppa America di Vela bisogna battere otto volte il proprio avversario. Cosa succederà dal 7 settembre? Come sempre prima di una finale tra due team che non si sono mai incontrati prima, c’è l’incognita della velocità: quale barca è più performante? La semplice risposta a questo quesito potrebbe contenere già la profezia facile sul risultato finale. Poi ci sono le infinite variabili della Coppa. La fragilità di queste barche e quindi le possibili avarie (ma alla lunga, come visto per Luna Rossa, vince comunque chi è più veloce), il vento della baia che a settembre dovrebbe aumentare, per non parlare delle incognite legate alle decisioni della Giuria. C’è in ballo una possibile squalifica per alcuni membri del team Oracle a seguito delle bugie e delle modifiche agli AC45, rischierebbe persino James Spithill. Come si comporteranno Ellison e Dalton?br /
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Potrebbe anche finire tutto in nulla, come l’attesa rivalità Bertelli-Cayard, evaporata al sole di una netta superiorità di Luna Rossa su Artemis. Se una delle due barche, ETNZ o USA17, dovesse essere nettamente superiore all’altra, forse la Coppa finirà presto, magari anche 8-0, e il perdente sotterrerà l’ascia di guerra per accettare una sconfitta inevitabile. Se invece le barche dovessero essere vicine, e le regate combattute per davvero, allora a guadagnarci sarà la Coppa stessa, con un po’ di spettacolo almeno nel finale. In questo caso potrebbero tornare a contare gli uomini, e su questo aspetto gli americani sembrano superiori. Attese e domande: ormai basta aspettare il 7 settembre./embr /
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strongAmerica’s Cup, il programma (serie al meglio delle 17 regate: vince il primo a conquistare 8 punti)/strongbr /
• sabato, 7 settembre: Race 1 (13:10 PT, 22.10 ora italiana), Race 2 (14:10 PT, 23.10 ora italiana)br /
• domenica, 8 settembre: Race 3 (13:10 PT, 22.10 ora italiana), Race 4 (14:10 PT, 23.10 ora italiana)br /
• martedì, 10 settembre: Race 5 (13:10 PT, 22.10 ora italiana), Race 6 (14:10 PT, 23.10 ora italiana)br /
• giovedì, 12 settembre: Race 7 (13:10 PT, 22.10 ora italiana), Race 8 (14:10 PT, 23.10 ora italiana)br /
• sabato, 14 settembre: Race 9 (13:10 PT, 22.10 ora italiana), Race 10 (14:10 PT, 23.10 ora italiana)br /
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mauro (non verificato)