Il risultato era nell'aria, come abbiamo scritto. E quando una piccola rivoluzione come questa gira nell'aria, ha già iniziato ad accadere. Infatti alla fine è accaduto davvero: non ce ne vorrà il neo presidente Nico Reggio, ma la notizia al momento è la caduta di Carlo Croce. Il modo di (non) digerire l'esito incrociato della campagna elettorale, del voto e delle scelte della Direzione Generale da parte di Croce è indice di quanto egli stesso non si aspettasse di finire fuori gioco. E in questo sta la domanda principale da porsi (lui prima ancora di noi): perchè si è arrivati a tanto? Accettare di mettersi in discussione, di fare autocritica, dovrebbe essere la prima qualità di un leader. E di errori evidentemente ne sono stati commessi parecchi, se in sei mesi è arrivato il triplete al contrario, con tre cariche su tre evaporate. Un leader è anche l'espressione del movimento che rappresenta, quindi l'analisi del fallimento spetta anche a tutti noi.
L'altra questione, forse anche più urgente, riguarda l'organizzazione dello Yacht Club, e l'opportunità di non perdere del tutto la squadra di persone operative che di fatto sono il motore del club.
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25/03/2017 15:10
