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25/06/2018 - 19:41

Che ne dite?

Uomo a mare: c'è
l'AIS personale

Si parla tanto di sicurezza, si parla (spesso quando è ormai troppo tardi) di sistemi di tracciamento, localizzazione, soccorso, sia della barca che dei singoli velisti. Dal RORC arriva questo strumento: un AIS personale. Utile e forse indispensabile

 

Il giro del mondo è finito ma c'è la stagione delle grandi regate offshore ancora in corso, in Italia e fuori. In Gran Bretagna, dove se ne intendono di vela d'altomare, aspettano la Volvo Round Ireland Race, la Sevenstar Round Britain and Ireland Race, per non citare in Mediterraneo la Rolex Middle Sea Race...

Qualcuni ha studiato bene le Offshore Special Regulations di World Sailing 2018-2019 e ha trovato alcune regolette nuove in tema di sicurezza. Una delle novità riguarda l'obbligo per ciascun membro dell'equipaggio di essere dotato di un personal AIS per il soccorso di uomo a mare, nelle regate classificate di Categoria 2.

Un esempio? L'apparecchio ME MOB1 venduto in UK da Ocean Safety è studiato apposta per questa esigenza. Integra un AIS e un DSC e può essere sistemato facilmente sul giubetto salvagente, oppure tenuto in tasca, o ancora negli appositi contenitori previsti per l'eventualità di un evento "uomo in mare".

Il MOB1 si accende automaticamente e prevede due metodi di comunicazione della localizzazione dell'uomo a mare, oltre a essere dotato di luce stroboscopica. Prima allerta i DSC riceventi che sono più vicini all'area dell'incidente, poi allarga ai target AIS che appaiono sul plotter, e fornisce con accuratezza rotta e distanza dal luogo dove si trova la persona da recuperare.

www.oceansafety.com

World Sailing/RORC Special Regulations: www.rorc.org/racing/race-documents

Sezione ANSA: 
Saily - News

Commenti

Giuseppe Accardi (non verificato)

Si attiva automaticamente se immerso nell'acqua, come i giubbini salvagente e difatti talvolta questi ultimi si gonfiano a seguito di un'ondata. Ae questo AIS/DSC si bagna attiva un Distress Alert senza che l'uomo sia veramente caduto in mare: problema Altro argomento che da qualche tempo stò cercando di comprendere a fondo: Questi strumenti AIS/MOB personali, quando attivati dovrebbero trasmettere la loro posizione GPS sulle frequenze AIS. Il punto è che un GPS, se non costantemente alimentato, impiega diversi minuti prima di determinare una corretta posizione GPS, quindi un tempo inaccettabile ai fini del posizionamento e manovra di recupero, se non paragonabile alla prima insorgenza di ipotermia in acque fredde. Quale è l'algoritmo che consente di avere un immediata posizione GPS? Qualcuno lo ha veramente provato in pratica?