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06/09/2013 - 16:02

XXXIV AMERICA'S CUP SAN FRANCISCO

Coppa America
L'ora della verità

Ci siamo: da questa sera (diretta web anche su Saily.it dalle 22 ora italiana) la sfida finale tra il defender Oracle USA (che parte da -2) e lo sfidante Emirates Team New Zealand. Si capirà subito chi è più veloce? Parlano gli skipper. Spithill: “Noi sfavoriti”. Barker: “Dobbiamo sempre vincere 9 regate” - 7 VIDEO DA VEDERE!

di Fabio Colivicchi
 
Le chiacchiere stanno a zero e sabato 7 settembre 2013 è arrivato. E’ la data che da due anni si aspettava, quale inizio della XXXIV America’s Cup. Una Coppa dalla lunga gestazione, contrastata, piena di storie e di fatti anche gravi, la Coppa della rivoluzione, dei catamarani dell’ala rigida wingsail al posto della randa. La Coppa della Giuria Internazionale e delle sue decisioni chiave su proteste importanti. La Coppa che ha perso per strada il primo challenger of record, Mascalzone Latino, e che rimpiangerà per sempre la vita di Andrew Simpson. La Coppa del ritorno-lampo di Luna Rossa.

La Coppa di Larry Ellison e Russell Coutts, delle lunghe polemiche per la scelta della sede tra Newport e San Francisco. La Coppa delle grandi attese di pubblico e audience, invece rinchiusa progressivamente in se stessa e destinata a un mezzo flop mediatico per ragioni intrinseche allo spettacolo sportivo, anche a dispetto di una grandiosa produzione video e alla stupefacente novità delle dirette web. La Coppa America che non è mai piaciuta ai velisti, che si sperava almeno piacesse ai neofiti e che alla fine ha lasciato tutti scontenti a metà. La Coppa che intanto però tutti vanno a vedere su Internet. La Coppa senza match racing, con prima boa e arrivo al traverso.

La Coppa delle velocità, della vela futura, dei multiscafi volanti, di una generazione di velisti e di una nuova era della tecnica applicata alle barche che navigano col vento. La Coppa dei si e dei no, delle medaglie olimpiche in panchina, delle World Series taroccate, degli scontri personali. La Coppa di Grant Dalton, The Rock, il faro di roccia della vela ieri oggi e domani, a un passo dal riportare a Auckland The Auld Mug diventando una leggenda.

La Coppa, semplicemente. Lei, l’America’s Cup, per la vela e per lo sport il solito inarrivabile mito, quello che una vita può non bastare a inseguirla e farla tua. L’America’s Cup di oggi e di sempre: da domani sera sono riunite nelle due barche che si contenderanno l’ultima edizione, e qualche centimetro da incidere sull’argento di Garrard.
 
E le immagini che vedremo dalle 22 ora italiana di sabato 7 (anche su Saily.it potrete vedere il segnale video e commentare insieme a noi) saranno molto importanti subito, nei primi minuti, per le prime impressioni sulle velocità delle due barche. Come accaduto per ETNZ e Luna Rossa e poi tra Luna Rossa e Artemis: appena tagliata la linea di partenza le barche scattano al traverso in parallelo e danno una immediata prima risposta. Finora questa risposta è sempre stata favorevole a New Zealand, più veloce di tutti. Ma nessuno ha mai visto vicine ETNZ e Oracle. E delle chiacchiere, come detto prima, non è più il momento. Adesso tocca al mare.
 
ORACLE USA: I DUE AC72 IN ALLENAMENTO, IL FILM

 
IL FOILING SECONDO ORACLE…

 
EMIRATES TEAM NEW ZEALAND: TORNA IN MARE DOPO GLI ULTIMI LAVORI

 
IL FOILING SECONDO EMIRATES TEAM NEW ZEALAND… (CON LE IMMAGINI DELLA CLAMOROSA INGAVONATA CON LE PRUE SOTT’ACQUA!)

 
CHI E’ FAVORITO?
Per arrivare a questo punto nella massima forma, Oracle ha messo insieme qualcosa come 110 giorni in mare con gli AC72. Emirates Team New Zealand ha compiuto proprio ieri il suo 100° giorno di mare. Oracle parte da -2 (dovrà vincere 11 regate per conservare la Coppa), con un velista sostituito per squalifica, e con un avversario definito da mesi come “il riferimento per la classe AC72”. Ovvio che il riassunto di queste premesse sia la autodefinizione dello stesso skipper James Spithill: “Si, siamo Underdog, sfavoriti. E dopo i due punti di penalità, super-sfavoriti”.

Ma il giovane australiano non è tipo da tirarsi indietro e in conferenza stampa, volto tirato da ultima spiaggia, aggiunge: “Essere defender è sempre un peso, gli sfidanti sono alleati e il loro unico obiettivo è batterti e toglierti la Coppa. Però ce ne siamo fatti una ragione, e non conta quello che si dice a terra, per vincere il trofeo devi vincere in acqua. E questo è proprio quello che andremo a fare, andare in acqua e correre”.

Il 41enne Dean Barker parla con tutta la saggezza di un popolo lontano che soffia sulle sue ali: “Credo che entrambi siamo ansiosi di andare in mare e fronteggiarci. Questo primo weekend con 4 regate sarà interessante per capire a che punto si trovano le due barche. Se ci sono differenze di bolina, poppa, manovra, in partenza, tutti i diversi aspetti che cerchiamo di valutare in casa, che diventeranno tutti abbastanza evidenti dopo le prime quattro gare. Ecco perché non vediamo l’ora di cominciare."
 
IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA DEGLI SKIPPER

 
Spithill e Barker hanno una lunga storia da avversari e in Coppa America. Emirates Team New Zealand può fr risalire la sua genesi nel trofeo al 1987 Cup nel mare di Fremantle, Western Australia, con il famoso 12 metri SI di plastica. Oracle USA invece è in Coppa dal 2003 a Auckland, Nuova Zelanda. Jimmy Spithill ha vinto la Coppa con Oracle nel 2010 (il trimarano, e fu il più giovane timoniere); Dean Barker l’ha vinta due volte, nel 1995 e nel 2000 (contro Luna Rossa, e lui fu al timone nell’ultima regata del 5-0, al posto di Russell Coutts).
 
Pronti?
 
PER FARVI UN’IDEA VOSTRA SUI DUE AVVERSARI, ECCOLI IN AZIONE!

L’ULTIMA REGATA (VERA, SUL CAMPO) TRA I DUE AC72 DI ORACLE


 
L’ULTIMA REGATA DELLA LVC TRA ETNZ E LUNA ROSSA


LA DIRETTA DELLA PRIMA GIORNATA DI REGATE QUI

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