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28/11/2016 - 14:46
Sembrano marziani, ma sono grandi marinai
I solitari del
pianeta terra
Il Vendée Globe entra nella quarta settimana di regata. Oceani del sud, i tempi si dilatano, il cuore è sospeso tra bellezze da fine del mondo e tensione per la corsa e la sicurezza. Oltre metà flotta ancora in Atlantico. Ultimi report sugli incidenti: Lagraviere ritirato, paura per Josse
di Christophe Julliand
In queste tre prime settimane di regata, i leader hanno inghiottito un terzo del percorso. Iniziano i tempi lunghi del Vendée Globe, proprio quello che fa del giro del mondo in solitario una prova di endurance unica nel mondo dello sport. Se le due prime settimane hanno gradualmente allungato la flotta, la terza è stata più particolarmente drammatica con il ritiro di due pretendenti al podio (il veterano Riou prima, l'esordiente Lagravière, poi).
Sempre a causa di una collisione con qualche oggetto in mare, anche Josse (Gitana) ha perso terreno sui due leader attualmente in fuga: Alex Thomson e Armel Le Cleac'h. Thomson con Hugo Boss è stato il primo a doppiare Buona Speranza, ha polverizzato il tempo di riferimento sul tratto Les Sables - Buona Speranza. Dopo un week end di transizione a negoziare venti più leggeri, Le Cleac'h con Banque Populaire ha ripreso il comando della flotta.
Questa mattina ha circa 30 miglia di vantaggio su Thomson, i due sembrano aver ritrovato pressione mentre si stanno buttando nel cuore dell'Oceano Indiano, a 900 miglia delle isole Kerguelen che dovrebbero doppiare tra meno di due giorni. Rispetto a questi due, il terzo, Sébastien Josse (Edmond de Rotschild) ha accumulato un ritardo di quasi 500 miglia, ma i problemi di timoni dovuti alla collisione della settimana scorsa sembrano dimenticati: Josse era il più veloce questa mattina.
Altri tre concorrenti sono entrati nell'Oceano Indiano. Interessante il duello per il quarto posto tra Paul Meilhat (SMA) e Jérémie Beyou (Maitre Coq). I due sono molto vicini uno dall'altro, il primo giovane ed esordiente naviga con un 60 a derive classiche (è l'ex Macif vincitore della scorsa edizione), mentre Beyou, il veterano quarantenne che ha avuto problemi di elettronica (pilota e ricezione dati) dispone anche lui di un Imoca di penultima generazione ma con derive a foil. Il sesto concorrente nell'Oceano Indiano è il tenace Yann Elies (Groupe Queguiner).
Grazie a una rotta originale nel Sud Atlantico, Elies è riuscito a staccare il resto del gruppo ancora alle prese con le calme dell'anticiclone di Santa Elena. Ha quasi 1200 miglia di ritardo sul leader, ma sole 300 sul duetto Meilhat e Beyou, una buona posizione per attaccare senza subire la minaccia del primo inseguitore, JP Dick (St Michel Virbac) lontana 600 miglia.
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