News | Regata > Vela Oceanica
02/11/2011 - 20:16
Dopo 50 ore di rinvio, è partita la mitica transoceanica. Occhi puntati su Stella e Fantini
Dopo 50 ore di rinvio, è partita la mitica transoceanica. Occhi puntati su Stella e Fantini
Finalmente Jacques Vabre
!--paging_filter--strongCielo grigio e venti di 20-25 nodi. I 35 scafi della decima edizione dell'ex Route du Café hanno lasciato Le Havre. I primi sono attesi a Puerto Limon in Costarica il 16 novembre. Tre le categorie: Multi, Imoca 60 e Class40. Molti i papabili per la vittoria finale. Il tifo degli Italiani va all'Hip Eco Blue di Andrea Fantini e Tommaso Stella./strongbr /
!--break--br /
Dopo 50 ore di attesa supplementare che avrà senz’altro messo alla prova i nervi dei 70 concorrenti, finalmente la sirena al largo di Le Havre ha suonato e la decima edizione della Jacques Vabre ha preso ufficialmente il via oggi alle 15. La regata doveva prendere il via domenica scorsa. Ma la presenza di una significativa area di bassa pressione e il serio rischio di far piombare i 35 scafi in venti fino a 40 nodi già dopo poche miglia di regata, ha fatto propendere per il rinvio.br /
Fin dalla mattina di oggi, invece, il vento da Sud-Est soffiava regolare nella Darsena dedicata a Paul Vatine, celebre plurivincitore della storica regata transatlantica, scomparso in mare al largo delle Azzorre nel 1999, quando provava a vincere per la terza volta. Le condizioni meteo per le prossime ore fanno presagire una partenza piuttosto rapida e una traversata della Manica che i meteorologi di Météo Consult hanno definito “muscolare”.br /
nbsp;br /
strongParla in meteorologo/strongbr /
“Una partenza da Le Havre a fine ottobre può nascondere sempre grandi sorprese, a partire dalle prime miglia sulla Manica” spiega Erica Mas di Meteo Consult. “Nel restante 85% della corsa, è probabile incontrare venti da Ovest o Sud-Ovest. In Atlantico, i concorrenti dovranno aggirare l’anticiclone delle Azzorre per incrociare gli Alisei. A meno che una depressione tropicale vada a sparigliare le carte e finisca per minacciare frontalmente la flotta. I multiscafi poi dovranno fare una lunga deviazione verso sud per beneficiare di più degli Alisei dopo Gibilterra. Nel mare dei Caraibi infine, gli Alisei diventano più instabili. E a qualche miglia dall’arrivo potrebbero sopraggiungere bonacce, frequenti al largo di Puerto Limon.br /
nbsp;br /
strongStessa partenza, rotte diverse/strongbr /
Tutti gli scafi sono partiti alla stessa ora. Ma proprio le condizioni meteo tipiche di queste settimane nei Caraibi hanno fatto propendere per una deviazione da far sostenere ai multiscafi. Come già nel 2009, nbsp;all’altezza delle Antille, il loro percorso varierà. “A tre quarti di regata, quando gli scafi saranno arrivati in prossimità delle Antille, abbiamo predisposto due percorsi differenti” spiega Jean Maurel, direttore della corsa. “Gli Imoca e i Class 40 dovranno lasciarsi la Repubblica Dominicana a sinistra. I multiscafi dovranno invece passare tra l’isola di Saint Barth e la Barbade”. Una deviazione di 593 miglia per poi ricongiungersi all’arrivo di Puerto Limon in Costarica. “Questo leggero allungamento, - prosegue Maurel - comunque meno rilevante rispetto a quello del 2009, adatto alle barche più veloci, dovrebbe permettere facilitare l’arrivo a Puerto Limon, perché le ultime cento miglia nel mar dei Caraibi fino in Costarica sono sempre molto delicate. In questa zona dove i venti dell’oceano e quelli dei Caraibi si incontrano, incontrare bonacce e tempeste è cosa alquanto frequente”.br /
nbsp;br /
strongTre classi, nomi celebri/strongbr /
Scorrendo le liste degli iscritti, saltano agli occhi molti nomi celebri della vela mondiale e campioni pluripremiati. Tra i sette multiscafi, occhi puntati su Liones Lemochois in coppia con Matthieu Souben su Prince de Bretagne e Crepes Wahou! di Franck Yves Escoffier e Antoine Koch. Ma è bella anche la storia di Anne Caseneuve: la settima classificata all’ultima route du Rhum gareggerà infatti con suo figlio, Aubin, promosso al rango di skipper. Madre e figlio in mezzo all’oceano: si accettano scommesse sulla capacità di coesistere e mettere da parte i conflitti familiari.br /
Fra i 13 Imoca 60, quanto a nomi celebri c’è l’imbarazzo della scelta. Come non inserire tra i papabili il Virbac Paprec 3 che ha sbaragliato gli avversari alla Barcelona World Race. Certo, Loick Peyron non sarà a bordo ma il suo compagno JeanPierre Dick avrà al suo fianco un altro nome di tutto rispetto: quel Jeremie Beyou che ha vinto la sua seconda Solitaire du Figaro solo pochi mesi fa.br /
E poi, Safran di Marc Guillemot e Yann Elies, Hugo Boss di Alex Thomson e Guillermo Altadill, Mirabaud di Dominique Wavre e Michele Paret, Cheminées Poujolat (varato pochi mesi fa) di Bernard Stamm e Jean François Cuzon. Occhio anche alle possibili zampate di Armel Le Cléac’h su Banque Populaire e di Groupe Bel di Kito de Pavant in duo con Yann Regniau. Stop? Non proprio.br /
nbsp;br /
strongForza Luc!/strongbr /
Un’occhiata noi la daremo anche a DCNS 1000 perché al fianco di Marc Thiercelin ci sarà Luc Alphand, che gli appassionati di sci alpino ricorderanno per la sua incredibile capacità di vincere decine di discese libere e superG assecondando umori e asperità di qualsiasi pista. Un mostro. La sua bacheca conta tre coppe del mondo di discesa libera, una di SuperG, una Coppa del mondo generale e un bronzo ai mondiali. Abbandonato lo sci per raggiunti limiti di età (e usura delle articolazioni), la fame d’adrenalina, lo ha fatto salire su un’auto da rally e iscrivere alla Parigi Dakar. Diverso tipo di gobbe da domare, stessi risultati: tre anni, tre partecipazioni, due secondi posti (2005 e 2007) e una vittoria (2006). E poi, una partecipazione e una vittoria al Rally di Tunisia, idem alla Baja Portalegre, idem all’Abu Dhabi Desert Challenge e all’Estoril-Portimao-Marrakech. Come si troverà tra le gobbe oceaniche? Un Palmares così non può non far venir voglia di tifare per lui. Sarebbe il primo caso nella storia sportiva di vittorie in tre discipline tanto diverse tra loro.br /
nbsp;br /
strongE l’Italia? Tifa Stella Fantini /strongbr /
Nel 2007, la Class40 aveva visto il trionfo di Giovanni Soldini e Pietro D’Alì, primi al traguardo di Salvador de Bahia con il loro Telecom Italia dopo 22 giorni, 13 ore e 22 minuti, ponendo fine a un dominio francese pressoché assoluto.br /
Quest’anno i tifosi italiani potranno concentrarsi sullo skipper emergente Andrea Fantini e sul suo co-skipper Tommaso Stella, che saranno a bordo di Hip Eco Blue. Saranno gli unici italiani in gara e dovranno vedersela con altri 14 scafi. Dalla loro, i due velisti italiani hanno un periodo di preparazione molto intenso, sia sotto il profilo tecnico sia atletico. Chi li ha seguiti da vicino assicura che tra loro e la barca ci sia un’ottima sintonia.br /
nbsp;br /
strongHip Eco Blue: un messaggio green/strongbr /
Hip Eco Blue porterà con sé un messaggio in perfetta sintonia con il tema dominante della mitica regata. Alla vela appartiene una cultura green d’eccellenza, sostenendo valori quali il rispetto, la sostenibilità, il piacere di un dialogo intimo tra uomo e natura. Hip Eco Blue insiste proprio su questo messaggio di riconciliazione con l’ambiente e ne fa la sua bandiera attraversando gli oceani.br /
Come nasce Hip Eco Blue? Dall’incontro tra Studioenergia, società che opera da anni nel settore delle fonti rinnovabili e dell’architettura ecosostenibile, e lo skipper Andrea Fantini. Un progetto avvincente, che annoda insieme passione ed energia naturale, la vela e la mission della green economy. In breve, si crea un team di sponsor (Studioenergia, Elektronorm, Telmotor,nbsp; Friem, Trasfor) che vede alcune tra le più importanti aziende italiane operanti nel settore della tecnologia “pulita” legata a grandi produzioni industriali.br /
Nel 2011 il progetto Hip Eco Blue trova un vento propizio che regala i primi risultati. Nella trasmediterranea Romax2 (10-17 aprile 2011), Hip Eco Blue ottiene il suo primo piazzamento con la terza posizione nella classifica generale, mentre nel mese di luglio si assiste al debutto in acque oceaniche con la partecipazione alla Les Sables-Horta-Les Sables.br /
Ma Hip Eco Blue solca anche i mari digitali, con un progetto di comunicazione integrata che mira a creare una comunity di appasionati, “The Social Netdrop”, aggiornata in tempo reale sul sito ufficiale e sul proprio profilo Facebook.br /
nbsp;br /
nbsp;br /
br /
Commenti