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15/04/2014 - 14:00

Regate che non finiscono mai

Mr. Vendée Globe:
“Il giro vi stupirà”

Barche nuovissime, tecnologia sorprendente, uso dei satelliti, limiti per i ghiacci, riprese video. Intervista a Denis Horeau, confermato Race Director per l’ottava edizione del mitico giro del mondo in solitario senza scalo né assistenza, che dice: “Ci aspettiamo 30 iscritti, e qualche italiano” - VIDEO!


di Fabio Colivicchi
 
Il Vendée Globe 2016-2017 è meno lontano di quanto sembri. La prossima edizione del giro del mondo in solitario senza scalo e senza assistenza, l’Everest della vela, è già in preparazione. Da parte dei navigatori (si cercano le barche, gli sponsor, i team) e da parte degli organizzatori. Di questi giorni è la notizia della nomina a Race Director di Denis Horeau.

Con Bruno Retailleau, Presidente della SAEM Vendée, autorità organizzatrice del Vendée Globe 2016-2017, quella di Denis Horeau è una conferma nel ruolo. Anzi, sarà la quinta volta, dopo le edizioni del 1989, 2004, 2008 e 2012. Insomma l’equipaggio organizzativo del giro prende corpo a sua volta. Speriamo di avere presto buone notizie sul fronte delle partecipazioni italiane. Dopo l’ultima edizione con Alessandro Di Benedetto (che pensa alla seconda partecipazione), all’inseguimento del sogno-Vendée ci sono almeno altri due navigatori italiani: Giancarlo Pedote (dopo lo stupendo e sfortunato secondo posto alla Mini Transat 2013) e Andrea Mura (che continua le sue imprese atlantiche).
 
Ecco un interessante botta e risposta con il nuovo “capo” del Vendée Globe.

Denis Horeau, dopo 5 Vendée la motivazione come Race Director è ancora forte?

Denis Horeau: “Assolutamente si! E’ la stessa motivazione che potete vedere negli skipper che vogliono partecipare al giro. Questo è un incarico che devi davvero desiderare fortemente, ci deve essere una forte spinta. E’ richiesto un coinvolgimento notevole, e senza questa motivazione nessun velista potrebbe compiere l’impresa del giro del mondo. La stessa cosa accade per chi organizza la regata e per il Direttore della Corsa: coinvolgimento totale. Non è l’unica cosa richiesta, ma è necessaria. E il mio desiderio è forte e rinvigorito.”

Qual è il fascino del Vendée, il segreto di questa regata?
 
“Definirla può essere semplice, ma comprenderla davvero è più complicato: compiere una circumnavigazione del globo è già di per se una grande impresa. Farlo da soli e senza stop né assistenza, è una gigantesca sfida. Questo la rende così affascinante per tutti.”
 
Cosa vi aspettate per la ottava edizione che partirà a novembre del 2016?

“Uno degli elementi di richiamo del Vendée Globe è che ogni edizione è molto diversa dalla precedente. Non è mai uguale a se stessa. Primo perché in 4 anni le barche, gli uomini, la società, la tecnologia cambiano profondamente. Di solito dico che ogni Vendée è rappresentativa del suo tempo, in molti modi. Questo mi interessa moltissimo.”
 
Avete idea di quanti saranno gli iscritti?

“E’ troppo presto per parlarne, ma siamo a conoscenza di moltissimi team che sono al lavoro per la regata. A oggi sappiamo che circa 30 team stanno preparando il progetto, e di questi 10 non sono francesi.”
 
Come Race Director avrai tre assistenti, puoi presentarceli?
 
“Stiamo parlando di Guillaume Evrard, Hubert Lemonnier e Jacques Caraës. Tutti e tre hanno enorme esperienza di regate oceaniche e come direttori di corsa. Guillame ha già fatto due Vendée e, tra l’altro, si occuperà di tecnologie, in particolare quelle a bordo delle barche, un settore che evolve in fretta. Stiamo facendo passi da gigante per la qualità delle immagini foto e video da bordo da dare ai media. Guillame parla tre lingue, Inglese, Spagnolo e Tedesco.
 
Quanto a Hubert Lemonnier, si occuperà di relazioni con i team non francesi, e del tema della sicurezza. Anche lui ha grande esperienza di Vendée Globe. Parla molte lingue, Cinese, Spagnolo, Italiano e Inglese. Terrà i contatti con le organizzazioni per il soccorso marino intorno al mondo in Francia, Spagna, Portogallo, South Africa, Brasile, Argentina, Cile, Australia, New Zealand… Ogni paese ha regole  eprocedure diverse per la sicurezza in mare e noi dobbiamo coordinarle e lavorare insieme a tutti.

Poi c’è Jacques Caraës terzo assistente del direttore di regata. E’ stato Race Director del Solitaire du Figaro per tanti anni, ha esperienza e conosce tutti. Seguirà i team francesi. Abbiamo un team molto professionale.”
 
Un team che appare già molto occupato… Cosa state facendo in questo periodo?

 “Ci sono sempre molte cose da fare. Il Bando di Regata richiede varie versioni e una verifica con la società organizzatrice. Bisogna sempre aggiornarsi su quanto accade con le tecnologie, in particolare nel settore dei satelliti, che controllano le barche e il movimento dei ghiacci, per decidere scelte sulla sicurezza, limiti alla rotta (ice-gates), altre regole alla partenza e all’arrivo in collaborazione con le autorità marittime locali.
Poi lavoriamo in sintonia con la Federazione Vela francese per le regole di regata, che non sono fisse, ma cambiano a ogni edizione. Dobbiamo assicurarci che le regole e le eventuali penalità garantiscano sempre il massimo della correttezza. E tanto altro ancora…”
 
VIDEO, IL MEGLIO DELL'ULTIMO VENDEE GLOBE

 

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