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24/10/2013 - 01:52

Partenza venerdi e stopover a Gijon, oppure lunedi e rotta su Lanzarote - Il punto sugli italiani

Mini Transat in Codice Arancio!

Qualcosa si muove: il passaggio da codice rosso a codice arancio (mercoledi alle 18), significa che gli organizzatori considerano possibile la partenza della prima tappa nelle prossime 36 ore: cioè entro le ore 6 di venerdi 25. Due scenari possibili. Decisione finale attesa per giovedi - VIDEO: COSA FANNO I MINISTI IN ATTESA DI PARTIRE?
 

Eppur si muove, la Mini Transat, la regata desaparecida, bloccata in casa dal susseguirsi di depressioni nel tratto atlantico dove deve passare la prima tappa da Douarnenez a Lanzarote (Canarie), che prevede Golfo di Biscaglia e Capo Finisterre, due dei più temuti spauracchi di tutti i navigatori.
 
La novità è il passaggio da codice rosso (nessuna partenza imminente), a codice arancio (partenza possibile entro 36 ore): una decisione assunta da Denis Hugues, il Race Director. L’adozione del “codice” era stata presa per favorire l’informazione tra i concorrenti, molti dei quali hanno lasciato Douarnenez e sono tornati alle rispettive città e paesi. Questo cambio di codice li richiama al porto bretone con la concreta possibilità di prendere il mare, secondo la regola delle 36 ore la scadenza è venerdi alle ore 6.
 
Ma quanto è realistica questa eventualità? La situazione meteo in nord atlantico e Biscaglia resta infatti molto complessa. La vasta depressione con violenti temporali che è rimasta sulla zona per giorni, sembra destinata a lasciare il posto a correnti nord-occidentali anch’esse abbastanza forti, a partire da lunedi prossimo. Due i possibili scenari per venire fuori dalla situazione.
 
Primo scenario: partenza venerdi e stopover a Gijon, sfruttando la finestra meteo di 48 ore e guadagnare strada verso sud. In questo caso la prima tappa della Mini Transat sarebbe divisa in due sezioni, una prima Douarnenez-Gijpn, e una seconda da Gijon s Lanzarote con start martedi 29. Se questo scenario dovesse prevalere, giovedi 24 il codice potrebbe passare a verde (partenza entro 24 ore).
 
Secondo scenario: la finestra meteo di sicurezza si allarga abbastanza da dare tempo ai concorrenti di superare il passaggio critico del golfo di Biscaglia, in questo caso la partenza sarebbe lunedi e andrebbe avanti regolarmente fino alle Canarie. Questa soluzione sarebbe ovviamente gradita ai concorrenti e agli organizzatori, in primo luogo per ragioni logistiche e organizzative. Ma occorre una conferma nella attenta lettura delle carte meteo, per avere la certezza che il periodo “buono” di mare e vento sia sufficiente. Se sarà scelta questa opzione, giovedi il codice tornerà rosso, e l’arancio di oggi si sarebbe rivelata solo una falsa speranza…

ALBERTO BONA: "PENSO POSITIVO"
Alberto Bona - a Douarnenez con Onlinesim.it – commenta così l’attesa: “La parola d’ordine in questo momento è pensa POSITIVO:  In fondo cosa sono dieci giorni di ritardo se rapportati a quasi due anni di preparazione? Vivo ogni giorno il fascino della città bretone e dei suoi paesaggi ricchi di bellezze naturali. L’aria che respiro entra nella baia dopo un lungo viaggio purificatore di migliaia di miglia marine. Faccio tanti piccoli lavoretti sulla barca che solitamente si posticipano per mancanza di tempo. Ho tempo per studiare le carte, preparare la navigazione e migliorare in meteorologia.
 
L’organizzazione fa il possibile per aiutarci e per tenerci in modalità regata con un approfondito briefing meteo giornaliero. Ogni tanto spunta anche il sole. Bisogna allontanare ad ogni costo i pensieri negativi che possono impadronirsi di noi durante questa lunga attesa. La situazione non è facile, soprattutto per chi è molto lontano da casa. La logistica va continuamente rivista e improvvisata, i budget sono messi a dura prova. Molti di questi problemi non toccano chi gioca in casa, avvantaggiando maggiormente chi già partiva avvantaggiato. Il tempo a disposizione induce a pensare dei possibili miglioramenti sulle barche che non possono però essere  testati a dovere, quindi potenzialmente controproducenti. Bisogna staccare, pensare che la barca è pronta senza farsi schiavizzare dal perfezionismo.

La situazione meteorologica è molto complessa e instabile, le profonde depressioni atlantiche entrano sul campo di regata con violenza. L’alta pressione cerca di limitare l’invasione di masse perturbate ma fin ad ora senza grande successo. La finestra meteo prevista per il fine settimana sembra essersi definitivamente richiusa, la speranza è che un’altra dorsale anticiclonica dietro l’ultima depressione sia più in forma delle precedenti. Questo potrebbe permettere nei primi giorni della prossima settimana di partire per la prima tappa fino a Lanzarote. I modelli meteo non concordano per ora sull’estensione di questa spinta anticiclonica. Per ora l’unica certezza è il passaggio di una profonda depressione che nel corso del weekend porterà venti di burrasca sulla manica e su tutto il Golfo di Biscaglia. In attesa dell’evoluzione…pensa positivo!”.

L'ATTESA IN BANCHINA (E LE PAROLE DEGLI ITALIANI)
di Caterina Grignani

Nelle giornate di vento forte, in porto, le banchine sono piene e capita di scambiare due chiacchiere con il vicino di barca e magari diventare amici. E’ probabilmente quello che sta accadendo a Douarnenez, sui moli pieni di mini e di ministi che da ormai 10 giorni attendono di partire. Uno scherzo beffardo del meteo e una perturbazione che non sembra lasciare il Golfo di Guascogna ha portato ad una sorta di “convivenza forzata” tra rivali. L’organizzazione della regata ha giustamente rimandato per ragioni di sicurezza - 35 nodi di vento non sono uno scherzo sui Mini - ma ora deve provvedere a “intrattenere” i concorrenti. Sfide su carri a vela, visite ai musei locali, cene e festicciole, tornei di calcetto e addirittura, c’è chi ha proposto, forse le signorine concorrenti, un defilé per eleggere Mister Mini Transat 2013.

Quel che è certo è che se già l’esperienza della Mini univa i concorrenti in una sorta di club informale dell’avventura oceanica, dopo questa lunga attesa in porto i legami si sono rinforzati. Approfittando dello stallo meteorologico, conosciamo anche noi un po’ meglio gli italiani (oltre a Giancarlo Pedote e Michele Zambelli (che abbiamo già scoltato) che saranno - si spera presto - sulla linea di partenza.
 
Alberto Bona
Ventisettenne torinese, agonista anche nello sci, dopo una traversata da La Spezia alla Corsica su una barca autocostruita, si appassiona e inizia gli allenamenti e la qualificazione per la Mini.
La barca: Onlinesim.it, n°507 progetto Pogo 2 Finot
Il miglior risultato: 2012 Primo alla Mini Barcelona
La frase: “Dallo skate allo snowboard freestyle, la mia sete di adrenalina ha trovato nella vela oceanica il corrispettivo estremo con cui misurarmi”.
Seguilo sui social: Facebook Alberto Bona con Onlinesim.it
 
Federico Cuciuc
Nasce a Roma trentacinque anni fa, ha insegnato informatica all’Università popolare di Roma e l’andar per mare alla Casa di Vela dell’isola d’Elba. Nel 2010 decide che è giunto il momento e si prepara per la Mini.
La barca: Your Sail, n°556, progetto Rolland
Il miglior risultato: 2012 Arcipelago 650, terzo posto con Stefamo Paltrinieri
La frase: ”Per fare grandi risultati sono necessari grandi sacrifici (...)E' una piccola barca, ma stretti stretti possiamo attraversare l'Oceano insieme!”
Seguilo sui social: Twitter @fcuciuc
 
Federico Fornaro
Viene da Anzio, 38 anni, professione reporter ma anche, per un certo periodo skipper. L’incontro con i Mini nel 2009 a Ventotene e dopo solo un anno più di 2.000 miglia tra regate e crociere.
La barca: Jolie Rouge, n°568 progetto Pogo 1 Rolland
Il miglior risultato: 2013 Le Grand Huit, terzo posto
La frase: “Da quando mi sono cimentato su questo tipo di barche il mio sogno è stato prendere parte a questa regata. E’ un po’ come l’Everest per gli scalatori. Ho sudato per riuscire a iscrivermi, affrontando qualifiche molto dure. Ora io e Jolie Rouge siamo pronti a salpare”.
Seguilo sui social: Facebook Raw Sails
 
Andrea Iacopini
Ingegnere Telecom di Monte Porzio Catone, vicino Roma, si è allenato in un centro da lui creato a Genova. L’incontro con la vela avviene tardi, poi dopo un trasferimento in solitario il colpo di fulmine per il Mini. Già una Transat alle spalle, con disalberamento ed ora ri-inizia l’avventura atlantica in solitaria, portando a bordo carne secca e nutella.
La barca: Umpa Lumpa, n°682, Pogo 2
Il miglior risultato:2013 Solo Roma Race, quarto
La frase: “Tengo le cesoie per tagliare le sartie a vista, nei controlli di stazza mi hanno chiesto perché le tengo lì e io ho risposto che dopo che ho disalberato mi sono accorto che servono subito, mentre di solito sono nella cassetta degli attrezzi in fondo”.
Seguilo sui social: Facebook Andrea Iacopini
 
Davide Lusso
Trentotto anni, torinese è la sua prima Mini. Lavora nel campo delle risorse umane. Nel 2008 incontra il Mini e si allena a Genova per arrivare, dopo il percorso di qualificazione, a Douarnenez, pronto a partire.
La barca:Mastep, n°600 Progetto Zero Lombard
Il miglior risultato:2012 Arcipelago 650 (con Alexis Orsino), quarto
La frase:“Da quando ero piccolo mi dicevo che la prima volta che sarei andato dall’altra parte dell’oceano lo avrei fatto su una barca e da solo”.
Seguilo sui social: Facebook Davide Lusso

VIDEO: COSA FANNO I MINISTI IN ATTESA DI PARTIRE?



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