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26/03/2012 - 15:59

Sport Italiano

CONI: la Giunta
ne ha fatte 1000

La riunione della Giunta Nazionale del CONI il 26 marzo è la storica numero 1000. Quanti anni di storia dello sport italiano, un mondo di valori e successi. Ecco l'ordine del giorno
 
 
La riunione della Giunta Nazionale del CONI  n. 1.000 si tiene a Roma lunedì 26 marzo 2012, presso il Foro Italico, con inizio alle ore 10.00.
 
Questo l'ordine del giorno:
 
1) Approvazione verbale 2 febbraio2012
2) Comunicazioni del Presidente
3) Documento programmatico - Lo Sport Italiano verso il 2020
4) Giochi Olimpici: Londra, Sochi, Mersin
5) Attività Federazioni Sportive Nazionali - Discipline Sportive Associate - Enti di Promozione Sportiva - Attività Antidoping
6) Organizzazione Territoriale
7) Rapporti CONI/CONI Servizi SpA
08) Affari Amministrativi
09) Varie e proposte dei membri della Giunta
 
Un traguardo storico, quello delle 1000 riunioni, non solo per il numero. Riportiamo il testo del bell'articolo dedicato alla lunga storia dello sport italiano dal quotidiano Il Messaggero a firma Carlo Santi. Di questi tempi, nei quali si corre e si dimentica, fermarsi a ricordare il passato è un esercizio utile.
 
La Giunta nazionale del Coni taglia oggi un traguardo storico: le 1000 riunioni. Da quel giorno del 1946 - era il 27 luglio e la Giunta si era riunita a Milano, in via Arimondi - in 66 anni il governo dello sport italiano ha lavorato per sviluppare il movimento portandolo a quello che oggi è considerato il G10 dello sport mondiale. L'artefice della crescita - o della rinascita del Coni è Giulio Onesti, l'uomo nominato da Pietro Nenni nel 1944 commissario per liquidare l`ente. Il Coni, nato nel 1914 in una sala di Montecitorio per merito dell`onorevole Carlo Montù, difatti, era considerato un`eredità scomoda del ventennio fascista. Quindi, era qualcosa da abolire. Di chiudere, invece, Onesti non aveva alcuna intenzione. Geniale come pochi, con un intuito speciale, Onesti è andato controcorrente.

«Lo sport non poteva essere liquidato - diceva Onesti - e io l`ho salvato. Dunque, il Coni sono io. Io non volevo liquidare nulla e aveva già deciso di tradire il mandato che mi era stato affidato per essere fedele agli sportivi».
Aiutato nel suo intento da Adriano Ossicini ma anche da dirigenti di enorme spessore come Bruno Zauli e Mario Saini, Onesti ha saputo rilanciare il Coni rimanendo in carica dal 1946 fino a11978 quando è caduto per un cavillo burocratico.

Onesti deve essere considerato il più grande dirigente italiano di sempre - l`altro è senza dubbio Primo Nebiolo che, però, non ha mai avuto il privilegio di essere presidente del Coni - l`uomo che è riuscito a fare ammettere l`Italia alle Olimpiadi del 1948 a Londra, i primi Giochi del dopoguerra e, soprattutto, ad acquisire il Totocalcio (era il febbraio del `48) che per più di cinquanta anni ha rappresentato il finanziamento del Coni e, quindi, la sua autonomia.

Oggi sul ponte di comando del Foro Italico siede Gianni Petrucci che, dal 1999 quando è diventato presidente, ha avuto la fortuna-sfortuna di attraversare momenti difficili trovando sempre grandi aiuti per mantenere lo sport italiano ai vertici mondiali. «Abbiamo dovuto dimezzare i contributi alle Federazioni per poter pagare gli stipendi - ricorda Petrucci - Poi, la situazione è migliorata grazie al governo. I meriti di questo cambio di rotta sono anche della Giunta che è un modello per tutti».

Adesso l`Italia va a Londra per dimostrare il suo valore. «Siamo ai vertici e lo faremo vedere, e anche a livello dirigenziale». Dietro, però, c`è un po` di preoccupazione per vicende extrasportive. Petrucci, attento alle questioni, non perde di vista nulla e, con l`aiuto della Giunta, è pronto a dare battaglia. «C`è un fenomeno che mi preoccupa: è quello delle scommesse del calcio che, insieme al doping, è devastante. Vedo sempre segnali di un certo tipo da quel mondo professionistico di vertice che ritiene il problema alle spalle. Mi avvilisce e sono preoccupato».

Un richiamo all`etica che, soprattutto nel calcio, sembra un optional. «Non si può pensare che chi ha responsabilità e interessi nella propria società possa avere problemi con la giustizia. Nessun tribunale potrà fermare le nostre idee perché nello sport è sopra a tutte le regole scritte».

Raffaele Pagnozzi è il segretario generale dell`ente. «Il mio è qualcosa che va oltre l`impegno professionale - spiega il dirigente - perché è qualcosa di profondamente sentito. Le 1000 Giunte? Credo rappresentino una storia ininterrotta di grandi e continue conquiste e, anche, un punto di riferimento per la vita sociale italiana. La Giunta è, con il Consiglio nazionale, una guida indispensabile anche se da qualche anno l`operatività economica è nelle mani della Coni Servizi».

In Giunta, con i vari presidenti del Coni, hanno lavorato dirigenti di enorme carisma. «Di tutti, a cominciare da Onesti che ho frequentato quando avevo vent`anni, ho un ricordo straordinario. Croce, Franchi, De Stefani, Nebiolo: tutti numeri uno».

L`attuale segretario generale ha lavorato con i cinque presidenti del Coni. «Onesti? Aveva un modo di fare che ti incantava, era efficace, colorito, ironico. Carraro è il rigore e la razionalità; Pescante la passione e l`intuito. Petrucci impersona la determinazione e il coraggio». Pagnozzi ha vissuto, al Foro Italico, momenti difficili. «Poco più di dieci anni fa - ricorda - a cavallo del 2000, non sapevamo come pagare gli stipendi, con un deficit di quasi 900 miliardi di lire. L`aiuto lo abbiamo avuto dalla presidenza del consiglio con Gianni Letta, dal Ministero dell`Economia e dalla Bnl».

Facciamo un passo indietro. Quando Giulio Onesti è stato costretto a lasciare il Foro Italico, è stato Franco Carraro a succedergli. Una successione speciale e non solo perché Carraro è un dirigente con grandissime qualità: Carraro aveva Onesti nel cuore. «Nella vita tre persone sono state per me fondamentali - ha ricordato - mio padre, Onesti e Franchi». Era il 4 agosto del 1978, un venerdì, e sede dell`elezione l`hotel Hilton di Roma. «Quel giorno è stato importante - ricorda oggi Carraro - perché Sara Simeoni a Brescia ha realizzato il record del mondo del salto in alto con 2.01. Altro che la mia elezione». Il traguardo delle 1000 Giunte non è un record fantastico ma solo un passaggio.

«Credo che sia, piuttosto, importante il modello offerto da Onesti che era ed è molto efficace spiega con grande lucidità Carraro - Lo sport italiano aveva le sue ombre ma con lui sono prevalse le luci. Nella Costituzione la parola sport non c`è ma Onesti ha saputo portarlo davvero a tutti e oggi i praticanti sono di certo in numero ben superiore a quanto si afferma». E merito del passato, delle fondamenta, se oggi l`Italia è tra le grandi. «Siamo una potenza e siamo riusciti ad elevarci, anche nell`organizzazione delle manifestazioni, nonostante non abbiamo mezzi tanto straordinari».

Carraro ha dovuto gestire la non facile situazione internazionale nel 1980 quando i Paesi occidentali hanno deciso il boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca `80 per l`invasione sovietica in Afghanistan. «Abbiamo scelto di mandare una squadra senza gli atleti militari», ricorda l`allora presidente del Coni.
Arrigo Gattai, eletto nel 1987, è diventato il nuovo presidente dopo Carraro. In seguito è stato Mario Pescante eletto il 30 giungo 1993 il capo dello sport italiano dopo essere stato vent`anni segretario generale.

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