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23/01/2018 - 14:17
Angolo di paradiso
A Caprera 2018
(ri)scopri la vela
Dopo l'anno del cinquantennale, parte la stagione 2018 del Centro Velico Caprera con le prime e importanti novità: un nuovo corso di navigazione, ambiente e cultura, e il corso breve Scoprilavela, che permette loro di testare un assaggio di Caprera
Il club e la scuola con il nome famoso dell'isola di Garibaldi, un angolo di paradiso per il suo mare e il suo vento, hanno appena compiuto 50 anni incredibili tra storie di barche, marinai, velisti di passaggio o per sempre. Una comunità che si riconosce e che è riconosciuta all'esterno. Una forza e una opportunità da sfruttare per tutta la vela italiana. Dopo un 2017 contrassegnato dai festeggiamenti per i 50 anni di attività, il CVC - Centro Velico Caprera, la più importante scuola di formazione velica del Mediterraneo, apre il booking 2018 tra molte riconferme e alcune importanti novità.
“Il Cinquantesimo – spiega Paolo Martano, Presidente della scuola - ha posto le linee guida per lo sviluppo di quello che è, e intende rimanere in futuro, il più importante centro per la formazione velica in Italia. L'impegno verso la salvaguardia dell'ambiente con il patrocinio a progetti come “One Ocean Forum”, e quello su temi di responsabilità sociale con i corsi integrati di psicologia e formazione velica dedicati a pazienti oncologici, troverà continuità anche nel 2018 e negli anni a venire”.
E il percorso di innovazione prosegue anche sul fronte dell'offerta didattica. Se il 2017 si è alternato tra la riscoperta delle radici con il corso sulle più classiche e spartane imbarcazioni a Vela Latina e l'apertura alla supermodernità con i corsi di Foil, le prime novità del 2018 riguardano invece uno dei segmenti core della scuola, quello dei cabinati, in cui è possibile fare navigazioni con raggio più esteso a bordo, a differenza delle derive che sono adatte a un uso sportivo.
La prima novità è il Corso di Navigazione, Ambiente e Cultura che aggiungerà ai contenuti tecnici di un corso su cabinato qualcosa in più: due perimetri di navigazione allargati, con didattica a bordo, pensati anche per far conoscere le bellezze naturali e storiche dell'Arcipelago e della vicina Corsica, grazie alla presenza a bordo di un biologo e con escursioni studiate ad hoc per far scoprire le meraviglie naturali e culturali di luoghi tra i più incantevoli del Mediterraneo.
Per chi è totalmente a digiuno di esperienza velica, farà poi il suo esordio il corso “Scoprilavela” che permette di testare, durante le vacanze di Pasqua e altri ponti in calendario quest'anno, un “assaggio di Caprera” con una quattro giorni di puro divertimento e di esperienza pratica di navigazione.
Ed è solo l'inizio. “Abbiamo molte altre novità in cantiere per questa stagione – conclude Martano - ma le riveleremo mano a mano. Per alcuni progetti stiamo ancora definendo gli ultimi dettagli tecnici, ma soprattutto non vogliamo scoprire subito tutte le carte”.
CVC - Fondato nel 1967 per iniziativa della Lega Navale Italiana Sezione di Milano e del Touring Club Italiano, con il patrocinio della Marina Militare che concesse in uso l’insediamento della base militare di Caprera nella straordinaria cornice dell’Arcipelago de La Maddalena, il Centro Velico Caprera, come membro dell’Issa (International Sailing Schools Association) è la più importante scuola di formazione velica del Mediterraneo.
E’ una realtà straordinaria in rotta verso il futuro che si fa carico di importanti responsabilità verso l’uomo e l’ambiente. Un punto di partenza per restituire equilibrio alla relazione fra gli uomini e fra l’uomo e la natura. Lo fa con entusiasmo, lungo una rotta che vuole portare molto di più della semplice passione per il mare alle nuove generazioni, e lungo la quale accoglierà a bordo nuovi partner, idee e progetti che condividano e supportino gli stessi valori profondi del CVC.
Il patrimonio storico, culturale e umano che il CVC ha costruito negli anni è portato avanti e protetto da una comunità di oltre 120.000 persone che si riconoscono nei valori del CVC, ma anche nella semplice, ed allo stesso tempo straordinaria, esperienza dell’essere equipaggio a terra prima ancora che per mare. Perché per un equipaggio preparato e affiatato, non vi è mare che non si possa attraversare, neppure sulla terra ferma.
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